• Coronavirus, più di 130 mila i morti nel mondo. Superati i 2 milioni di contagi

Coronavirus, più di 130 mila i morti nel mondo. Superati i 2 milioni di contagi

La Germania riaprirà gradualmente le scuole dal 4 maggio. Anche altri in Europa fissano le date

I casi di coronavirus nel mondo hanno superato i 2 milioni, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Per la precisione sono 2.000.984 le persone contagiate dal Covid-19, di cui circa la metà in Europa. Le vittime di coronavirus nel mondo, secondo i dati della Johns Hopkins, sono 128.071. Gli Stati Uniti sono il Paese col maggior numero di casi, almeno 609.696, e di vittime, 26.059.

Sono più di 130 mila i morti per coronavirus nel mondo, secondo un conteggio dell'Afp.

STATI UNITI. Gia' il prossimo autunno, un vaccino sperimentale contro il covid-19 potrebbe essere messo a disposizione del personale di emergenza al lavoro negli Usa e a rischio di essere esposto al virus costantemente: ad annunciarlo, in una intervista alla rete tv Cnn, e' stata Kizzmekia Corbett, scienziata alla guida delle ricerche sul coronavirus dell' Istituto nazionale della salute americano (Nih). In primavera potrebbe essere somministrato alla popolazione.

Il governatore di New York, Cuomo, ha annunciato che firmerà un ordine esecutivo che obbliga tutte gli abitanti ad indossare una mascherina o una copertura per naso e bocca in pubblico, in tutte le situazioni nelle quali non sarà possibile rispettare il distanziamento sociale di 2 metri. Prima che l'ordine esecutivo entri in vigore, ha aggiunto, ci sarà un periodo di preavviso di tre giorni.

Un piano in tre fasi per riaprire l'America "non prima dell'1 maggio" e tenendo presente che i "modelli indicano che 30 giorni" di misure di contenimento "seguiti da 180 giorni di rimozione delle restrizioni si traducono in una ripresa della curva", ovvero in un aumento dei casi. A delineare la strada da seguire è un documento del Centers for Disease Control and Prevention e della Fema, la protezione civile americana. La bozza del piano, riportata dal Washington Post, è contenuta nella sezione dedicata alla sanità del documento dal titolo 'A Framework for Re-Opening America', datato 10 aprile e con un un sommario di 11 punti sul 'Focus on the Future - Going to Work for America'. Le tre fasi descritte prevedono una campagna informativa fino all'1 maggio per preparare il Paese alla riapertura, poi la spinta nella produzione di test e infine la riapertura graduale a seconda delle condizioni delle singole realtà. 

FRANCIA. Il numero dei decessi in Francia per Coronavirus ha superato quota 17.000 con il conteggio delle case di cura, i cui dati affluiscono giorno dopo giorno ma non si riferiscono alle ultime 24 ore. I morti negli ospedali sono stati 514 da ieri e il totale - aggiungendo i 6.624 degli ospizi, è questa sera di 17.167. Per la prima volta dall'inizio dell'epidemia, sono diminuiti i ricoverati in ospedale, che stasera sono 31.779 (513 in meno di ieri) e per il 7/o giorno consecutivo ci sono meno ricoverati in rianimazione (6.457). E  sono 668 i marinai della portaerei nucleare Charles de Gaulle risultati positivi al Covid-19, più di un terzo dei 1.767 che erano a bordo della nave nelle ultime settimane. Sono i risultati di un bilancio provvisorio del ministero delle Forze armate francese. La nave - che si trovava nell'Atlantico non lontano dalle coste del Portogallo - ha abbreviato il viaggio ed è rientrata domenica a Tolone, nel sud della Francia. Fra i marinai positivi, "31 sono ricoverati all'ospedale, uno si trova in rianimazione", fa sapere il ministero.

GERMANIA. Sono 132.210 i casi di contagio in Germania, stando ai dati divulgati dalla Johns Hopkins University. Il bilancio delle vittime è salito a 3.495, mentre 72.600 sono i pazienti guariti. Il Robert Koch Institut, istituto di riferimento tedesco nella gestione del Covid-19, segnala invece 127.584 contagi (+2.486 rispetto al giorno precedente) e 3.254 vittime (dati aggiornati alla mezzanotte di oggi). Stato e Laender si sono accordati sulla decisione di prorogare il divieto di contatto fino al 3 maggio, per contrastare il diffondersi del coronavirus. Lo scrive la Dpa che aggiunge: i negozi con una superficie fino a 800 metri quadrati potranno riaprire, a partire da lunedì prossimo.

REGNO UNITO. Allinea altri 761 morti l'incremento quotidiano di decessi da coronavirus registrati nei soli ospedali del Regno Unito nelle ultime 24 ore. Lo certificano i dati diffusi oggi del dicastero della Sanità, portando il totale censito nel Paese a quasi 13.000 vittime, per l'esattezza 12.868. I contagi diagnosticati sfiorano intanto ora quota 100.000 (98.476), con una curva d'aumento stabilizzata a circa 4.600 più di ieri. Diverse centinaia di morti aggiuntive, avvenute in case di riposo e fuori dagli ospedali, o comunque legate a contagi individuati soltanto come probabili, non sono peraltro conteggiate nelle statistiche ufficiali quotidiane.

IRLANDA DEL NORD. Il governo locale dell'Irlanda del Nord ha annunciato un'estensione del lockdown, in vigore in tutto il Regno Unito da oltre tre settimane, per almeno altre tre. La decisione, che rientra nei poteri conferiti dalla devolution alle autorità di Belfast, anticipa quella attesa dal governo di Londra per l'intero Regno fra domani e venerdì, sulla base del parere di un comitato scientifico: scontata comunque nella direzione di una proroga di almeno 3 settimane. La first minister unionista nordirlandese, Arlene Foster, ha detto che bisogna tener duro e fare tutto il possibile, in termini di distanziamento sociale, "per ridurre il picco dei contagi": che in Ulster hanno superato quota 2000 con 121 morti registrati finora. "E' tempo di restare forti e di salvare vite umane", ha fatto eco la sua vice repubblicana, Michelle O'Neill. Nei giorni scorsi anche il governo locale del Galles - a guida laburista - aveva anticipato l'intenzione di prorogare il lockdown: ma in quel caso forzando i propri poteri e irritando il governo centrale conservatore di Londra.

DANIMARCA. Dopo un mese di chiusura per l'emergenza coronavirus, la Danimarca ha riaperto asili nido, scuole materne ed elementari, primo Paese in Europa a farlo. Restano chiuse le medie e i licei che riapriranno il 10 maggio, ad eccezione degli ultimi due anni di corso. Il rientro in classe avviene seguendo misure di sicurezza sanitaria come la distanza di due metri tra i banchi e la ricreazione a piccoli gruppi. Tuttavia le lezioni sono ricominciate solo nella metà dei comuni danesi e nel 35% degli istituti di Copenaghen, mentre gli altri hanno chiesto più tempo per adeguarsi alle misure in vigore. Tutte le scuole primarie saranno comunque aperte entro il 20 aprile. preoccupati dal rischio di contagio, alcuni genitori hanno lanciato una petizione, che ha raggiunto 18 mila firme, per tenere chiuse le scuole, mentre in molti sceglieranno autonomamente di non mandare i figli tra i banchi. La Danimarca registra circa 6.700 casi di contagio dall'inizio dell'epidemia e 299 vittime.

E nel Vecchio Continente e dintorni c'è anche chi non ha mai chiuso: l'Islanda, ritenuta un caso virtuoso di gestione dell'emergenza, non ha mai applicato alcun contenimento per i bambini e le scuole elementari sono rimaste aperte. Superiori e università dovrebbero ripartire il 4 maggio. I bambini sono rimasti tra i banchi anche in Svezia, che ha chiuso soltanto superiori e università. Altri iniziano a fissare la data del rientro: la prossima sarà la Norvegia che riaprirà gli asili nido il 20 aprile e parte delle scuole il 27. In Germania si ricomincerà progressivamente, a partire dal 4 maggio. A riprendere le lezioni saranno in prima battuta i ragazzi delle scuole superiori, che devono affrontare gli esami di fine anno, e gli alunni delle classi di fine ciclo delle elementari. Anche il Lussemburgo vuole riaprire gli asili e le scuole il 4 maggio. La Grecia ha segnato sul calendario il 10 del mese prossimo e l'Estonia il 15. La Francia ripartirà l'11. Una decisione, quella di Emmanuel Macron, che Oltralpe sta suscitando polemiche tra gli operatori sanitari con il presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei medici che ha definito la misura "priva di logica".

ISRAELE.  Con 154 nuovi casi è salito a 12.200 il numero delle infezioni in Israele. Lo ha annunciato il ministero della sanità che ha registrato altre 3 morti per un totale ad oggi di 126. Le persone colpite in forma grave dal virus sono 176 mentre quelle ricoverate 2.309. La stessa fonte ha lanciato un allarme per l'aumento dei casi riscontrato in alcune cittadine arabo-israeliane del Paese.

RUSSIA. I casi in Russia sono aumentati di 3.388 unità nel corso delle ultime 24 ore arrivando a toccare quota 24.490. Lo fa sapere la task force nazionale contro l'epidemia nel suo bollettino quotidiano, citato dalla Tass. I casi confermati a Mosca sono saliti a 14.776. I morti sono arrivati a 198, ovvero più 28 in un giorno solo. Il trend si conferma dunque in ascesa. A Mosca il sistema di pass digitali, creato per monitorare i movimenti dei residenti in città e far rispettare le regole della quarantena, ha fatto flop al suo primo giorno di applicazione pratica. O meglio, se l'intenzione era schedare i cittadini, allora missione compiuta; se invece l'obiettivo era combattere il contagio, il risultato potrebbe essere addirittura opposto. Alexei Navalny non si è fatto scappare la polemica e ha definito "criminali" le misure decise dalle autorità russe per controllare i pass, di fatto scatenando il caos in città.

PAKISTAN. Sono oltre seimila i casi di coronavirus accertati in Pakistan e 113 i morti a causa del contagio, secondo i responsabili della sanità. In totale le persone contagiate sono 6.246 con il Punjab orientale che risulta essere la provincia più colpita con 3.016 casi. Finora, 1.446 persone sono guarite.

COREA DEL SUD. La Corea del Sud ha registrato 27 nuovi casi di Covid-19, confermando gli stessi numeri di lunedì: con i 25 di domenica, i contagi sono sotto quota 30 da 3 giorni di fila, ha rilevato il Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc), secondo cui ci sono altri 3 decessi, a 225. Le infezioni totali si sono portate a 10.591, a fronte di 7.616 guarigioni.Le autorità sanitarie hanno messo in guardia dai rischi legati ai focolai, anche piccoli, rilevabili nelle chiese e negli ospedali. Quanto ai contagi di ritorno, i casi accertati ieri sono stati quattro, tutti accertati agli ingressi di frontiera, facendo salire il totale a 955. Per abbattere le infezioni, il governo di Seul ha deciso di varare rigide misure di distanziamento sociale della durata di 14 giorni, estese di altre due settimane fino al 19 aprile. Nel frattempo, i test effettuati sul contagio sono saliti a 534.552 unità.

CINA. La Cina ha avuto martedì 46 nuovi casi di infezioni da Covid-19, di cui 36 importati e 10 interni, relativi alle province di Heilongjiang (8) e Guangdong (2). La Commissione sanitaria nazionale (Nhc), negli aggiornamenti quotidiani, ha segnalato anche un nuovo decesso nell'Hubei, la provincia epicentro della pandemia, per un totale di 3.342. I casi importati sono saliti a 1.500 unità, di cui 596 risoltisi con la dimissione dagli ospedali dopo la guarizione e 904 ancora in cura, mentre sono 45 pazienti in gravi condizioni. Il totale delle infezioni si è portato a 82.295 unità, mentre il tasso di guarigione è salito al 94,5% grazie alle 77.816 persone che hanno superato il virus. Gli asintomatici accertati ieri sono stati 57, di cui tre importati: il totale è salito a 1.023, di cui 228 provenienti dall'estero, e tutti restano ancora sotto stretta osservazione medica.

BRASILE. Il numero di casi confermati di coronavirus in Brasile è salito a 28.320, cioè 3.058 (12%) di più di martedì, mentre i decessi sono ora 1.763, pari a 204 (13%) di più nelle ultime 24 ore, secondo il bollettino ufficiale del ministero della Sanità, diffuso durante il briefing quotidiano del governo sui numeri dell'epidemia. Lo Stato di San Paolo, il più popoloso del paese, continua a concentrare la maggior parte dei casi confermati (11.043) e dei decessi (778). Negli ultimi 7 giorni, il numero totale delle vittime dell'epidemia è aumentato dell'84%. I responsabili del ministero hanno informato inoltre che il 27% dei deceduti aveva meno di 60 anni e il 27% non apparteneva ad uno dei gruppi considerati a rischio.

TUNISIA. La Tunisia registra nelle ultime 24 ore altri 33 nuovi contagi da coronavirus, che portano a 780 il totale dei casi confermati nel Paese. Lo rende noto in un comunicato il ministero della Sanità di Tunisi precisando che i decessi ufficiali sono saliti a 35. I guariti sono 43. Le persone in quarantena 3.500.

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