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Dura protesta di Parigi per l'incontro Di Maio-Gilet Gialli

Parigi: 'Inaccettabile. E' una provocazione tra partner europei'

L'incontro di ieri in Francia fra il vice primo ministro Luigi Di Maio e alcuni responsabili dei gilet gialli è "una nuova provocazione inaccettabile fra paesi vicini e partner in seno all'Unione europea": lo ha detto un portavoce del Quai d'Orsay rispondendo alla domanda di un giornalista durante la conferenza stampa odierna. "Di Maio, che ha responsabilità di governo deve fare attenzione a non nuocere alle nostre relazioni bilaterali con le sue ripetute ingerenze, nell'interesse della Francia e dell'Italia", ha detto ancora un portavoce del ministero degli Esteri francese.

Levavasseur all'ANSA, Di Maio? Presto per incontrarlo  - "Non dico che non dobbiamo incontrare Di Maio. Anzi, sarei onorata di poterlo incontrare, ma non ora, è troppo presto": lo ha detto all'ANSA la capolista della lista Ric dei gilet gialli, Ingrid Levavasseur. Niente incontro quindi la prossima settimana, come detto da Chalencon? "Ho sempre detto che avrei voluto farlo a fine febbraio, quando ci saremo strutturati meglio. E invece ieri è stato organizzato un incontro alle mie spalle. Quello che ha fatto Chalencon è disonorevole. Mi dispiace solo che Di Maio sia rimasto spiazzato da tutta questa situazione e non è certo colpa sua".

M5S: abbiamo cercato dialogo, non alleanze - "Non è nostro interesse entrare nelle dinamiche interne ad altri gruppi. Dopo un primo contatto telefonico, abbiamo accettato l'invito a incontrare alcuni candidati della lista Ric e l'esponente Chalençon. All'incontro erano presenti alcuni candidati della lista di cui Ingrid Levavasseur è capolista, come dimostrato dalla foto pubblicata. Il tema dell'incontro non erano le europee né tantomeno la negoziazione di eventuali alleanze, ma creare e mantenere un dialogo continuo". Lo affermano gli eurodeputati M5S Corrao, Castaldo e Beghin.  "Li abbiamo incontrati "esattamente come stiamo facendo con tutti i movimenti europei che ci stanno contattando", spiegano il vicepresidente del Parlamento Ue Fabio Massimo Castaldo e i gli eurodeputati Tiziana Beghin e Ignazio Corrao sottolineando come, al centro dell'incontro, ci fosse tra l'altro la "condivisione dell'esperienza del nostro percorso politico come Movimento 5 Stelle"

Tapie all'ANSA, 'Se Ingrid si allea è finita'  - Bernard Tapie si dice contrario a qualsiasi tipo di alleanza politica della lista di gilet gialli Ric guidata da Ingrid Levavasseur, incluso con il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio. Intervistato dall'ANSA a Parigi, lo storico presidente dell'Olympique Marsiglia, ex ministro e tycoon francese nonché 'sostegno morale' - secondo le parole della stessa Levavasseur - alla lista Ric, spiega che "il giorno in cui Ingrid si vorrà alleare con chicchessia, il suo movimento finirà. I gilet gialli - aggiunge - sono nati dal rigetto dei politici. Qualsiasi alleanza farebbe venir meno il loro motivo di essere, sarebbe ridicolo". Quindi il consiglio alla capolista in giallo affinché "stringa i denti e vada avanti per la sua strada". "Mi guarderei bene dal prendere posizioni rispetto ad opzioni politiche dettate dai nostri amici italiani", continua il settantaseienne in lotta contro una grave malattia. E che a marzo dovrà tornare in tribunale per difendersi nell'annoso processo sull'arbitrato Adidas/Crédit Lyonnais, per cui è già stato condannato in appello. Tapie afferma che non era assolutamente al corrente dell'incontro di ieri nella banlieue di Parigi tra il vicepremier e capo politico dei 5 Stelle Luigi Di Maio, Christophe Calencon, e alcuni candidati della lista Ric. "Io - dice Tapie - ho già avvertito Ingrid: sarà durissima ne vedrai di tutti i colori, ma prega che sia cosi' perché questo significa che state facendo bene, che contate qualcosa". Quanto al Movimento 5 Stelle, dice il settantaseienne, "se non sbaglio, ha vinto le elezioni, e gli italiani sono liberi di scegliere i loro rappresentanti. Tra l'altro - puntualizza - trovo deplorevole che alcuni esponenti politici francesi ci facciano litigare con l'Italia solo perché hanno un governo che non è di loro gusto". Quando invece francesi e italiani sono "amici, universali, due popoli latini. Credo che se chiedi a qualsiasi francese dove vorrebbe andarsi a stabilire risponderebbe mettendo al primo posto l'Italia e al secondo la Spagna. E credo che sia reciproco". Quanto all'Europa, "si puo' sempre migliorare, ma se migliorarla significa tornare indietro agli Stati nazione allora sarà una catastrofe. Diciamo che la Francia rappresenti il 5% del mondo, magari l'Italia un po' di meno e la Germania un po' di piu'. Ma dove crediamo di andare da soli? Dai, non scherziamo, ve lo immaginate il Texas senza gli Usa? Francamente, visti i tempi sono contento di avere l'età che ho, ma ho paura per il mio nipotino di 3 anni", ha concluso Tapie.

Chalenchon, 'grazie a Di Maio, nemico del nemico è amico' - "Il nemico del mio nemico è mio amico. Grazie Luigi Di Maio": lo scrive in un post pubblicato sul suo profilo Facebook, Christophe Chalencon, che ieri ha partecipato all'incontro del vicepremier italiano e capo politico dei 5 Stelle con alcuni esponenti della cosiddetta lista 'Ric' dell'ex portavoce dei gilet gialli, Ingrid Levavasseur, nella banlieue di Parigi. Un chiaro riferimento, quello di Chalencon, all'attuale presidente francese Emmanuel Macron.
   

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