I nuovi gioielli degli Archivi storici dell'Ue

Parla il direttore, Schlenker. Oggi 'Open Day' a Villa Salviati

(dell'inviata Eloisa Gallinaro)

FIRENZE - Gli archivi storici dell'Unione europea aperti per un giorno a chi vuole conoscere da vicino la storia dell'integrazione attraverso i documenti delle istituzioni, dal Parlamento al Consiglio alla Commissione, ma anche attraverso le carte private dei grandi che l'Europa l'hanno costruita. Villa Salviati, sulle colline di Fiesole, spalanca le porte in un 'Open Day' che consente di conoscere le bellezze della storica dimora, sede degli archivi gestiti dall'Istituto Universitario Europeo, ma soprattutto il caveau blindato che contiene la memoria storica dell'Unione. Sette chilometri di documenti, in gran parte unici, che dalle carte di Alcide De Gasperi e Altiero Spinelli arrivano fino a oggi e si arricchiscono di nuovi fondi.
    La novità di "eccezionale valore", racconta all'ANSA Dieter Schlenker, direttore degli Archivi, è "l'acquisizione di due depositi recenti, uno istituzionale e uno privato, molto importanti. Anche perché hanno aperto nuove strade di ricerca sulla storia dell'Unione europea". "Il primo - spiega Schlenker - è costituito dagli archivi della Corte di Giustizia, che per la prima volta consentono di studiare il diritto europeo in costruzione. Dalle sentenze nella loro versione originale, con le firme dei giudici, ai fascicoli di procedure che documentano tutto il percorso dei diversi casi trattati dalla Corte, a partire dalla sua creazione, con i Trattati di Parigi, che hanno portato all'istituzione della Comunità europea del carbone e acciaio nel 1951".
    "L'altro deposito recente di altissima rilevanza deriva da una collaborazione degli Archivi con l'Istituto Jacques Delors di Parigi - racconta il direttore - ed è costituito da vari fondi privati che documentano il periodo della presidenza di Jacques Delors alla Commissione europea dal 1985 al 1995. C'è quello dello stesso Delors: i documenti originali rimangono ancora di sua proprietà ma sono consultabili le copie digitali e la possibilità di accedere a questi fascicoli consente di gettare un primo sguardo su un periodo chiave della costruzione europea, con i suoi passi storici. Come l'Atto Unico del 1986 e il Trattato di Maastricht del 1992, che ha istituito l'Unione europea". E ci sono - aggiunge Schlenker - "le carte originali di François Lamoureux, stretto collaboratore di Delors, e di Pascal Lamy, capo del gabinetto Delors, quest'ultimo deposito arrivato solo poche settimane fa a Firenze".
    "Preziosissime anche le bozze della dichiarazione di Robert Schuman del 9 maggio 1950, presenti neI depositi di uno dei suoi collaboratori, Pierre Uri, e le carte del Consiglio della Comunità europea sulla negoziazione dei Trattati di Roma del 1957". Dal 2007 gli Archivi hanno introdotto una strategia di digitalizzazione in collaborazione con le istituzioni dell'Ue e oggi 16.000 files sono disponibili online in formato digitale.
   

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