'Dove mettiamo Mutti?' A Berlino spopola cabaret su Merkel

Angela in fuga fra comuni mortali, sedotta da leader dei verdi

(di Rosanna Pugliese)

Angela Merkel che mangia un biscottino, attaccandolo coi modi di un castoro. Mani strette attorno al frollino, testa bassa e denti al lavoro come una piccola sega. Angela Merkel che, ospite in casa d'altri, cerca di evitare le pulizie in casa e litiga con l' aspirapolvere. O che rifila i compiti al ministro Peter Altmeier, "ditelo al mio segretario". La cancelliera azzarda un passo di danza, si lancia in un giro, solleva la gamba, stende il piedino. Tutto nel suo inseparabile blazer dai tre bottoni, e tenendo pollici e indici congiunti sul davanti: posizione che non ha ancora trovato un nome, in Germania, ma un emoticon (-<>-) sì. In un famoso teatro di cabaret berlinese, il Distel, nel cuore del cosiddetto quartiere del governo, in vista delle elezioni, la satira fa divertire i tedeschi così, con "Wohin mit Mutti?", "Dove mettiamo Mutti?" Costretta a nascondersi a causa di una minaccia incombente, Merkel (Timo Doleys) approda nel piccolo appartamento della famiglia Rieth-Mueller, scelta per il fatto di essere "la famiglia più media fra le medie". E dunque insospettabile. La leader d'Europa a cui Barack Obama ha praticamente "ceduto" la difesa del mondo libero, si trova improvvisamente in un salottino privato di Friedrichshein, a Berlino. Ne viene fuori un divertente ritratto di come sarebbe "Angela", tirata fuori dalla sua cancelleria e catapultata fra comuni mortali, alle prese con la quotidianità.
    Di politica ce n'è abbastanza: i due ospiti vengono preparati sui diversi amici e nemici della cancelliera, prima del suo arrivo, con una galleria di sberleffi sui principali personaggi della scena nazionale e internazionale. E ricevono ospiti del calibro di Ursula von der Leyen, ministra della difesa magistralmente interpretata da Caroline Lux, che supera se stessa poi in un monologo della eterna comunista Sara Wagenkencht, deputata della Linke.
    Ghiotta fino alla maleducazione, e con un debole soprattutto per la nutella, per sbaglio la Bundeskanzlerin mangia dei biscotti all'hashish, e finisce in preda alle allucinazioni: come in sogno, cade nella trappola di un'alleanza post elettorale coi Verdi. Merkel viene avvolta in una sorta di nube, "che colore mi viene incontro, verde, ma è nauseante!".
    Narcotizzata, la cancelliera si lascia però sedurre dal leader del partito degli ecologisti, Anton Hofreiter (Stefan Martin Mueller), un cavaliere (terribilmente kitsch) che la convince a mettersi con lui, nella prospettiva di farla finalmente finita con gli alleati bavaresi di Horst Seehofer. "Allora ne vale effettivamente la pena!" "L'elemento che abbiamo trovato avvincente - spiega uno degli autori del libretto - è proprio la diversità delle prospettive, che qui urtano. Ragione di stato e istinto al comando incontrano la vita di ogni giorno e la prospettiva di semplici cittadini.
    Problematiche globali e sviluppi di politica interna possono essere presi in considerazione da entrambi i punti di vista". E per qualche ora se ne può ridere. (ANSA)

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