Isis distrugge l'arco di trionfo a Palmira, in Siria

Lo ha riferito il sovrintendente alle autorità siriane

L'Opac invierà suoi esperti in Iraq per investigare sulle accuse di ripetuto uso di armi chimiche nel paese. Lo ha annunciato stamani il direttore generale dell'Opac, Ahmet Uzumcu. Secondo fonti Usa ed europee, l'Isis avrebbe usato armi chimiche, tra cui l'iprite, contro esercito iracheno e peshmerga curdi. Il governo di Baghdad, secondo quanto appreso dall'ANSA, ha accolto ieri l'offerta di Uzumcu di inviare gli esperti dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, già impegnata negli scorsi mesi in missioni investigative sull'uso "sistematico" di gas nel conflitto in Siria.

La furia e la violenza distruttiva dell'Isis continua intanto a prendere di mira i tesori d'arte: militanti jihadisti hanno fatto saltare in aria l'arco di trionfo di Palmira, in Siria, vestigia di epoca romana di almeno duemila anni fa. 

     L'esercito del cosiddetto stato islamico ha conquistato il sito archeologico nel maggio scorso. Il 19 agosto ha decapitato l'archeologo custode del sito, Khaled Assad.
   

Khaled Al Homsi, archeologo e attivista dei diritti umani, ha twittato una foto del monumento prima che fosse distrutto dall'isis, indicando con dei segni rossi le parti dell'arco che non esisterebbero più: la sommità centrale e quella dei due archi laterali.

I militanti dell'Isis hanno preso possesso del sito archeologico nel maggio scorso, facendone un simbolo del loro odio contro l'occidente e le sue vestigia considerate sacrileghe. Nell'agosto scorso avevano raso al suolo tre tombe a torre costruite tra il 44 e il 103 dopo Cristo. Poco prima era stato distrutto anche il Tempio di Bel, sempre nello stesso sito. Il 19 agosto i miliziani hanno decapitato l'archeologo Khaled Assad, responsabile del sito di Palmira. La sua testa era stata appesa ad una colonna romana.

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