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Islamici Boko Haram, la violenza contro l'istruzione

Donne e scuole occidentali nel mirino dei fanatici sanguinari

 La mobilitazione internazionale "ha spalancato gli occhi del mondo" sulla tragica situazione del nord-est della Nigeria, sulle sue donne e bambine sequestrate e schiavizzate dagli integralisti islamici della setta Boko Haram, sui suoi giovani che cercano con pervicace determinazione di uscire dalla povertà studiando "all'occidentale" ma che sempre più spesso pagano con la vita la loro scelta.

    Oggi il mondo indignato ha visto un video con il leader Abubakar Muhammad Shekau che farnetica armato di Kalashnikov e con un ghigno che a tratti gli deforma il volto, un video con ragazzine dallo sguardo inespressivo e sfuggente che davanti a una telecamera si dichiarano "convertite" e "non maltrattate".

    La Nigeria è il Paese africano più popoloso e più ricco di petrolio. Diviso geograficamente tra il sud prevalentemente cristiano e animista e il nord a maggioranza musulmana, pur lasciando la popolazione in miseria per decenni la convivenza tra le diverse etnie e religioni non aveva creato grandi problemi. Ma dall'inizio della sanguinosa "guerra santa" scatenata dai fondamentalisti Boko Haram nel 2009 la situazione é inesorabilmente degenerata in omicidi di massa, stupri e sevizie, attacchi alle scuole "occidentali" (cioè non coraniche). Fino al sequestro di quasi 300 studentesse, tutte bambine e adolescenti portate via con la forza lo scorso 14 aprile da un collegio dove avrebbero dovuto sostenere gli esami.

    Il governo centrale di Abuja, oltre ai proclami e all'invio di esigue unità dell'esercito, finora non é riuscito a nulla.

    Perché i Boko Haram si scatenano senza freni, il loro nome significa "l'educazione occidentale è peccato" ed é proprio questo uno degli slogan più urlati durante i massacri, i saccheggi, le violenze bestiali compiute per costringere la popolazione inerme (cristiani o musulmani moderati senza alcuna distinzione) a sottostare alla legge islamica (la Sharia).

    Nello stato di Borno, dove le studentesse sono state fatte sparire nella giungla, il presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha da oltre un anno proclamato lo stato d'emergenza. Come nell'Adamawa e nello Yobe. Ma se in tutta la Nigeria l'alfabetizzazione degli adulti é più o meno del 57%, in questi poverissimi Stati "di periferia" non arriva neanche al 15%.

    Perché i Boko Haram sono disposti a qualunque efferatezza pur di raggiungere il loro scopo: studenti maschi bloccati in aule poi date alle fiamme, dormitori di collegi disseminati di cadaveri e di mutilati, edifici scolastici minati e fatti saltare in aria.

    L'attuale capo di Boko Haram é peraltro chiarissimo. "Mi piace ammazzare chiunque Allah mi chieda di ammazzare - ha farneticato pochi giorni fa Abubakar Muhammad Shekau - Mi piace, come mi piace ammazzare polli e montoni". E in un altro: "La scuola occidentale é proibita dalla religione, l'università é proibita. Non andate all'università, bastardi! E le donne stiano a casa, se no le prenderemo e le venderemo al mercato".

    La data di nascita di Shekau, originario di un villaggio di contadini e allevatori vicino alla frontiera con il Niger, non é nota: si parla del 1965, del 1969 o del 1975. Di certo vi é che ha studiato teologia a Maiduguri presso un religioso locale e che più di dieci anni fa ha conosciuto il fondatore dei Boko Haram, Mohammed Yusuf, la cui predicazione era basata sulla lotta alla corruzione e alla povertà, "inchiodate" nella terra nigeriana dai coloni occidentali. Yusuf é stato ucciso nel 2009 e da allora la deriva del sanguinario fanatismo dei Boko Haram non ha avuto limiti: oltre alle scuole sono state bruciate moschee e chiese, edifici pubblici e mercati. E si sono moltiplicati gli attentati: fino a colpire per la prima volta a metà aprile la periferia della capitale Abuja (75 morti).

    Sempre più gli africanisti sono convinti che l'organizzazione sia legata ai terroristi di al Qaida e ipotizzano periodi di addestramento in Algeria e Somalia. Sulla testa di Shekau c'é una taglia di sette milioni di dollari. Ma il numero delle persone uccise é in continua ascesa: da centinaia sono diventate migliaia e le efferatezze compiute dai Boko Haram sono talmente spaventose da aver spinto gruppi integralisti minori a prendere (cautamente) le distanze. Perciò i fanatici nigeriani puntano ora ad esportare la loro violenza distruttiva nei Paesi confinanti. Non a caso Shekao, a proposito delle liceali rapite, ha ululato che saranno "vendute come schiave" o costrette a sposarsi in Ciad e in Camerun. Paesi che a loro volta confinano con altre polveriere: Niger, Repubblica Centrafricana e Congo in prima fila.

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