• Unhcr, criticità nel nord-est sui migranti

Unhcr, criticità nel nord-est sui migranti

La rappresentante dell'agenzia Onu per i rifugiati racconta la sua visita a Trieste, Milano e Torino

(di Stefano Intreccialagli)
(ANSA) - ROMA, 02 OTT - A Trieste i numeri dei migranti in
arrivo attraverso la rotta balcanica "rimangono molto sotto
controllo, ma il coronavirus sta complicando la situazione.
Facendo una comparazione tra Sicilia e Trieste, in quest'ultima
possiamo dire che il sistema di arrivi è molto meno strutturato,
dove le necessità rimangono estremamente visibili e c'è molta
confusione per quanto riguarda le riammissioni. La situazione è
abbastanza complicata, sia i servizi che la risposta alle
persone che arrivano non è la più adeguata, si dovrebbe fare di
più". È questo il principale giudizio emerso dalla missione nel
nord dell'Italia di Chiara Cardoletti, rappresentante
dell'agenzia Onu per i rifugiati Unhcr per l'Italia, la Santa
Sede e San Marino, che in un'intervista all'ANSA racconta la sua
visita a Trieste, Milano e Torino per fare il punto sui confini
nord, con incontri con rifugiati, richiedenti asilo, ong,
associazioni e istituzioni.
Sulla questione delle riammissioni in Slovenia "ci sono delle
criticità", delle quali "avrò modo di parlare direttamente con
il ministro dell'Interno la prossima settimana", ha
sottolineato. "Noi abbiamo deciso di rafforzare la nostra
presenza a Trieste. Le persone che arrivano attraverso la rotta
balcanica sono in situazioni di estrema vulnerabilità, sono
vittime di gravi abusi con condizioni drammatiche sia a livello
psicologico che fisico. Oggi abbiamo appreso del decesso,
all'Ospedale di Udine, di un ragazzo arrivato due giorni fa alla
frontiera fra Italia e Slovenia. Un evento tragico che
testimonia le condizioni fragilissime in cui arrivano queste
persone. C'è davvero bisogno di una risposta urgente", ha
spiegato la rappresentante Unhcr.
Proseguendo il viaggio a Milano e a Torino, "queste città, in
particolare Milano, hanno fatto un percorso veramente
interessante su come gestire l'integrazione e l'accoglienza", ha
raccontato Cardoletti, facendo l'esempio del centro per minori
stranieri non accompagnati di via Zendrini di Milano, dove
"abbiamo visto una bellissima realtà, esempio importante di come
il comune ha riorientato la sua risposta in centri di
accoglienza ridotti che danno assistenza individuale ai
bambini". A Torino, "ho visto un grande lavoro realizzato dalle
organizzazioni di rifugiati. È bellissimo vederli parlare con
orgoglio del loro contributo alla società in cui stanno
vivendo".
"Credo che l'Italia sia un'incubatrice di buone pratiche che
devono essere ampliate, istituzionalizzate e rese accessibili su
tutto il territorio nazionale. In quest'ottica, i rifugiati
possono essere un veicolo per aiutare le istituzioni a portare
una migliore risposta per le persone che arrivano", ha affermato
la rappresentante dell'agenzia Onu.
Per l'Unhcr un passo avanti per l'Italia sarà il superamento
dei decreti sicurezza. "Siamo grati al governo per la revisione
del decreto, rendendo non solo la vita più facile ai beneficiari
di protezione o richiedenti asilo, ma anche per tutta la società
italiana, perché più rendiamo difficile l'integrazione, più è
presente la problematica dell'immigrazione mal gestita", ha
sottolineato Cardoletti.
Per l'Italia novità giungeranno anche dalla revisione del
sistema europeo di asilo, con la proposta del nuovo patto da
parte della Commissione Ue. "Siamo felici che l'Unione europea
abbia preso questa iniziativa. Il testo che abbiamo visto è meno
ambizioso di quello che ci aspettavamo, ma verrà discusso a
livello parlamentare, con la possibilità di migliorarlo. Non ha
introdotto elementi fondamentali soprattutto per l'Italia, come
la redistribuzione automatica di chi arriva sul territorio
nazionale, mentre prevede altri meccanismi che necessitano di
approfondimento prima di un giudizio completo".
Alla vigilia della giornata di memoria delle vittime della
migrazione del 3 ottobre, "auspichiamo che nasca un sistema di
ricerca e soccorso in mare coordinato con altri Paesi europei.
La nostra Guardia costiera ha sempre fatto un grande lavoro
salvando migliaia di vite" e "il lavoro delle ong è
importantissimo, va facilitato e tutelato in mancanza di un
sistema strutturato per salvare vite in mare", ha concluso.
(ANSA).

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