Sdegno per la macabra vignetta degli Schuetzen

Il disegno circolato sui profili social di esponenti dell'organizzazione paramilitare anti-italiana ironizza sulla frase "siam pronti alla morte" dell'inno italiano

"In queste ore sui siti e profili social degli Schuetzen dell'Alto Adige, organizzazione paramilitare anti taliana, sta girando una vignetta aberrante che ironizza sulle drammatiche morti per coronavirus giocando sull'inno di Mameli e sulla frase siamo pronti alla morte. Un atto indegno che denunciamo a tutte le Istituzioni preposte affinché in rispetto dei nostri connazionali che hanno perso la vita vengano rimosse queste forme di violenza anti italiana". Lo afferma Alessandro Urzì, consigliere della provincia di Bolzano e della Regione Trentino Alto Adige per Fratelli d'Italia - L'Alto Adige nel cuore

"È a dir poco disgustosa, volutamente ambigua e quanto mai lontana dalla satira la vignetta che da ieri circola sui siti e sui profili social degli Schuetzen dell'Alto Adige. Già scherzare sulla morte e sulla sofferenza è di per sé fuori luogo, ma farlo sulla pelle di migliaia di italiani che stanno pagando il tributo di sangue più alto al mondo per il coronavirus, è vomitevole e merita una presa di distanza netta e durissima". Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

"Il nostro popolo sta vivendo uno dei momenti più drammatici della propria storia: da una parte conta tante, troppe vittime cadute sul campo, dall'altra sta facendo leva su milioni di cittadini che uniti dalla forza e dai simboli, tra cui l'Inno nazionale sulla cui strofa del "siam pronti alla morte" gli Schuetzen fanno la chiosa, stanno coraggiosamente affrontando l'emergenza con sacrificio e profondo spirito di appartenenza identitaria. C'è solo da prendere rispettosamente esempio, altro che schernire e umiliare nascondendosi dietro a un presunto diritto di satira. Pretendiamo scuse pubbliche immediate e la rimozione della vignetta da tutti i siti web e dalle pagine social", conclude Lollobrigida.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Video ANSA

Ultima ora




Modifica consenso Cookie