Economia

In piazza contro i licenziamenti. Orlando: 'Interverremo'

Landini: 'Non creare ulteriori fratture sociali'. Cgil, Cisl e Uil in piazza a Torino, Firenze e Bari

"Chiediamo qui oggi che ci sia la proroga del blocco dei licenziamenti. Chiediamo che il Governo faccia questo atto di attenzione verso il mondo del lavoro. È il momento di unire non di dividere e non è il momento di ulteriori fratture sociali". È la sollecitazione che arriva dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini dalla piazza di Torino, dove è in corso una delle tre manifestazioni nazionali in difesa del mondo del lavoro. Una piazza gremita di lavoratori, fra cui gli operai della ex Embraco che saliranno sul palco durante la mattinata.

    "Ripartiamo, insieme. Con il lavoro, la coesione e la giustizia sociale per l'Italia di domani" è lo slogan delle manifestazioni unitarie di Cgil, Cisl, Uil che si svolgono in contemporanea. Previsti anche gli interventi di sei delegati sindacali, in ciascuna delle tre piazze, in rappresentanza delle categorie dei lavoratori e dei pensionati. Le piazze dove si svolgeranno le manifestazioni saranno collegate tra loro virtualmente grazie a dei maxi schermi.

"Bisogna fare attenzione, ci sono crisi e situazioni che rischiano di esplodere, dobbiamo evitare che questo diventi una bomba sociale a partire dal 1 luglio", ha detto il segretario generale della Uil, Pier Paolo Bombardieri, a Bari per la mobilitazione nazionale "Ripartiamo, insieme" di Cgil Cisl Uil in tre piazze italiane (oltre Bari, Torino e Firenze). Il rischio di tensioni sociali "noi lo denunciamo da un po' di tempo - ha detto -, quando lo facciamo noi ci dicono che siamo dei terroristi, noi abbiamo, purtroppo o per fortuna, la capacità di ascoltare le persone che soffrono, che oggi vedono messo a rischio il loro futuro".

"Noi pensiamo che, per quello che riguarda i licenziamenti, sia opportuno prolungare di quattro mesi ancora il blocco, fino ad ottobre",  ha detto Bombardieri. "Le tre piazze in Italia, Bari, Firenze e Torino, così partecipate e piene di gente nonostante il caldo, - ha detto - chiedono alla politica e al governo di fare attenzione al lavoro, di far ripartire questo Paese dal lavoro e di dare dignità e rispetto a quei lavoratori a quelle lavoratrici che hanno sacrificato la vita durante quest'anno di pandemia".

"Oggi mandiamo un messaggio forte unitario al governo alle associazioni datoriali sulla necessità di ripartire insieme. Sollecitiamo il governo a aprire urgentemente una fase di confronto unitario di ascolto e dialogo per rimettere al centro come priorità il lavoro, la crescita, lo sviluppo, la coesione sociale. Una grande discussione per arrivare a negoziare un nuovo e moderno patto sociale per la crescita lo sviluppo e l'equità", ha detto il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra a margine della manifestazione nazionale dei sindacati a Firenze, in piazza Santa Croce.

Il rischio sociale "esiste, non va drammatizzato, credo che ci siano gli strumenti per gestirlo, ma il rischio esiste e credo sia sbagliato rimuoverlo o negarlo come si è fatto nel dibattito pubblico. Il rischio esiste perché anche quando ci sarà la ripresa non è detto che porti con sè una proporzionale ripresa dal punto di vista occupazionale e non è detto che l'occupazione ritorni nei settori in cui si è perduta", ha detto il ministro del lavoro Andrea Orlando a Live In Firenze di SkyTg24. "Io credo che l'ascolto sia fondamentale. Siamo in una fase in cui credo che vada rafforzato il dialogo sociale. E' fuori discussione che ci sia attenzione alle questioni che pongono i sindacati. In che termini queste questioni verranno accolte chiedono è una discussione che si sta facendo", ha aggiunto Orlando replicando alle richieste che arrivano dai sindacati. "Noi ci siamo siamo già mossi nell'ottica della selettività con il Sostegni uno, perché abbiamo distinto tra aziende con e senza ammortizzatori sociali. Quindi è già stata fatta questa scelta e imboccata questa strada: credo che si possa ulteriormente sviluppare guardando ai settori che hanno sofferto di più, ai quali credo sia utile dare un po' di tempo, banalmente per non avere contemporaneamente una serie di crisi che si piazzano in un momento in cui la ripresa non si è pienamente consolidata. Questa è la riflessione da fare e che stiamo facendo". Un provvedimento di qui al primo luglio? "Io sono sicuro che ci sarà un reintervento, perché una parte delle risorse che sono state stanziate non sono state utilizzate. Poi penso che si possa anche agganciare un intervento che arrivi in tempo utile e che tenga conto di questi aspetti". Il metodo allo studio, ha spiegato: "cerchiamo di capire esattamente dove si è usata più cassa, dove si è dovuto ricorrere di più agli ammortizzatori di carattere straordinario e sulla base di questi proviamo a costruire degli strumenti che tengono conto di questi dati".

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