Economia

Jobs Act: Landini, referendum per cancellare legge sbagliata

Il Jobs Act "è una legge sbagliata che deve essere cancellata e contrastata"

Referendum sul Jocs Act' - Il Jobs Act "è una legge sbagliata che deve essere cancellata e contrastata". A dirlo è il leader della Fiom Maurizio Landini, a margine del Comitato centrale del sindacato, aggiungendo che per provare a cambiarla "è importante che la Cgil concluda l'impegno che si era presa a febbraio di coinvolgere tutti gli iscritti anche per arrivare a un referendum abrogativo di quella legge sbagliata". Con la contrattazione collettiva - continua il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini - "occorre estendere i diritti non toglierli ed evitare i licenziamenti". Riguardo ai contenuti degli ultimi decreti del Jobs Act approvati dal governo, Landini ha aggiunto che "i controlli a distanza e i demansionamenti non devono essere resi possibili".

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'Disoccupati sono ancora 3 milioni' - Critico anche sul fronte occupazione. I dati dell'Istat, ha detto, "vanno letti per quelli che sono: 3 milioni e centomila erano i disoccupati a giugno e 3 milioni e 100 mila sono oggi". Landini vede con fatica "il fatto di dire che abbiamo invertito le tendenze", spiegando che "se si va a vedere nel merito le forme di lavoro che sono aumentate di più sono i contratti a termine e l'uso dei voucher che ha assunto una dimensione amplissima". Il segretario generale della Fiom ha poi fatto notare che nonostante il Jobs Act, "continuiamo ad avere forme di caporalato e di schiavismo". Mentre nei contratti a tutele progressive "che non sono contratti a tempo indeterminato" - continua Landini - "aumentano i contratti a termine, ma la disoccupazione giovanile non è diminuita, l'unica fascia di lavoratori che vedono una diminuzione è quella degli ultra cinquantenni", conclude Landini.

'Inaccettabili stipendi nel sindacato da 300mila euro annui' - "Non è accettabile che ci sia qualcuno che dice di fare il sindacalista e prende trecentomila euro l'anno", ha rimarcato Landini nella sua relazione al Comitato centrale della Fiom, commentando le ultime notizie sugli stipendi record di alcuni sindacalisti, aggiungendo che "c'è anche un problema di riforma democratica delle organizzazioni sindacali". Arrivare alla pubblicazione dei bilanci e delle buste paga, "come noi abbiamo fatto perché non abbiamo nulla da nascondere - continua Landini - deve essere un elemento che si allarga perché viviamo unicamente del contributo che i lavoratori iscritti" Il segretario Landini ha infine aggiunto che per rafforzare quest'ultimo elemento è importante "arrivare alla definizione di un vero e proprio codice etico, perché penso che davanti all'attacco ai sindacati che oggi c'è dobbiamo rispondere recuperando un elemento di trasparenza e di fiducia"   

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