De Palo-Gambini, Adesso viene il bello

Storia di una famiglia coraggiosa e di un bimbo speciale

 GIGI DE PALO - ANNA CHIARA GAMBINI, ADESSO VIENE IL BELLO (Sperling & Kupfer, pp.208, 16 euro).
    "Alla vita". Non poteva esserci dedica più bella e adatta di quella che i due autori, i coniugi Gigi De Palo e Anna Chiara Gambini, hanno scelto per "Adesso viene il bello", libro edito per i tipi di Sperling & Kupfer nel quale raccontano la loro grande famiglia e l'arrivo, inaspettato, di un figlio "speciale". Sgangherata ma allegra, litigiosa ma generosa, in una parola del tutto imperfetta, così è la famiglia (ma quale non lo è?) dei due autori e dei loro 5 figli, dai 15 ai 2 anni: in 7 sotto lo stesso tetto non è facile, c'è chi urla, chi litiga e chi si non la smette di parlare, chi fa i capricci e chi affronta le turbolenze dell'adolescenza, mentre i genitori organizzano turni per cercare di dare un ordine alle cose che vanno fatte (come apparecchiare e sparecchiare la tavola), con la mamma che si arrabbia più spesso e il papà che invece sdrammatizza. Ma nel grande caos quotidiano, quando sembra che non si riesca a star dietro a tutto, l'unica cosa che conta davvero, la più importante, quella indispensabile, è che non manchi mai l'amore. E di quello la famiglia De Palo è piena, sottolineano gli autori, soprattutto dopo l'arrivo del piccolo Giorgio Maria, nato con la sindrome di Down.
    Il libro racconta la meravigliosa scoperta di vivere la diversità in modo "naturale", superando passo dopo passo le difficoltà e accogliendo con entusiasmo le gioie quotidiane: come i sorrisi - tratto distintivo di Giorgio - che il bimbo dispensa a ogni singolo membro della famiglia, mostrando tutta la sua voglia di vivere. Del resto l'attaccamento strenuo alla vita, Giorgio lo aveva già rivelato al momento di nascere, quando un parto difficile aveva fatto pensare il peggio per lui e la sua mamma. E invece, la nascita del piccolo ha rappresentato, per il papà "Un'avventura tutta nuova da vivere, uno stimolo ancora più grande per il futuro. Una sfida. La ciliegina sulla torta della nostra famiglia". Un'energia incredibile quella portata da Giorgio in famiglia, tanto che i suoi fratelli e sorelle si impegnano quotidianamente a badare a lui, a giocare, a dargli da mangiare, a farlo sorridere.
    "Diventare genitore di un figlio disabile per me è stato come diventare genitore di nuovo per la prima volta", scrive la mamma, che sottolinea: "Abbiamo spesso la superbia di credere che l'universo della disabilità sia quello schiacciato dal pensiero del mondo, dall'etichetta del pensiero comune. Il problema non è questo, bensì ritenere che di questa schiavitù sia libero invece il mondo della normalità".
    Questo libro è un flusso continuo di emozioni, che arrivano al lettore in modo chiaro, semplice, senza troppi filtri. Ed è bella l'immediatezza di ogni pagina, l'ironia, la voglia di raccontare le cose per quelle che sono, costruendo una narrazione che offre il punto di vista di tutti e 7 i componenti di questa allegra brigata. Sì, anche il punto di vista di Giorgio, che, seppur piccolo, si fa capire.
    A ogni lacrima versata (struggente il capitolo dedicato alla nonna di De Palo, Ada, venuta a mancare durante la quarantena) fa da contraltare una risata, a una riflessione amara (come quelle sulla percezione altrui della disabilità o sulla scarsa efficacia delle politiche familiari in Italia) segue un racconto ironico: tra viaggi in macchina e quotidianità casalinga, notti di Natale a preparare regali e altre al pronto soccorso, il libro è una toccante altalena di sentimenti che fa bene al cuore ed è una lettura adatta a tutti, ai genitori che ritroveranno la propria esperienza in molte pagine, ma anche ai figli, che leggeranno di conquiste e incomprensioni.
    Di certo, "Adesso viene il bello" è un messaggio di speranza per chi ancora una famiglia non ce l'ha e vorrebbe crearla. "Privare della fiducia in se stesse le famiglie, i genitori e le coppie che ancora devono nascere è una colpa sociale, una piaga e uno spreco tanto quanto l'inquinamento", scrivono i coniugi, perché in fondo "non c'è niente di più ecologico di una famiglia".
    (ANSA).
   

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