Bianca Guaccero, mi racconto per mia figlia

L'attrice si mette a nudo in Il tuo cuore è come il mare

(ANSA) - ROMA, 1 LUG - BIANCA GUACCERO, 'IL TUO CUORE E' COME IL MARE' (RAI LIBRI, euro 16,00) "A 15 anni volevo scrivere un libro, ma avevo troppe domande e poche risposte. Allora mi feci la promessa che lo avrei scritto a 40 anni. L'ho fatto a 38". E' stato per sua figlia Alice che Bianca Guaccero ha realizzato il sogno coltivato da adolescente di raccontarsi con la scrittura, mettendo tutta se stessa ne "Il tuo cuore è come il mare", edito da Rai Libri. "E' stata la mia bambina di 4 anni a darmi la forza di scrivere", rivela l'attrice intervistata a Matera dall'ANSA, "un figlio ti impone di crescere, di avere coraggio per affrontare se stessi. Io non ho voluto nascondermi, anche nelle mie debolezze".

In questo libro - che "sembra una sorta di romanzo epistolare", dice -l'attrice e conduttrice (tornerà a settembre su Rai2 con Detto fatto e su Rai3 sarà la protagonista di un docufilm dedicato a Virna Lisi) racconta l'altalena di esperienze, delusioni, gioie e avventure emotive che è stata ed è la sua vita: "Non sento che ci sia nulla di speciale nella mia storia. Io volevo solo trovare un canale profondo per entrare in contatto con me stessa", rivela, "anche per far capire ad Alice che nessuno è un supereroe". "Dentro ognuno di noi ci sono un gigante e un nano: vanno amati entrambi, perché la vita è fatta di bellezza, sogni, passioni, benevolenza ma anche di colori più scuri, di sofferenza e fragilità", racconta ancora, "e io voglio educare Alice a essere coraggiosa, anche a non aver paura di essere diversa". Usando le fiabe e i cartoni animati, l'autrice trova un linguaggio semplice ma appassionato per costruire un libro che "forse non è proprio per bambini, ma io ho immaginato che mia figlia crescendo lo possa leggere nelle varie fasce d'età". "Ho voluto superare qualche tabù, anche quello della sofferenza: infatti ho raccontato anche della separazione dal suo papà", dice, "non perché volessi fare una biografia ma per parlare dell'animo umano, per farle capire che non sempre si può essere al top, e che a volte ci si può concedere il lusso di piangere ".

Se nel libro si mette a nudo rivelando i suoi sentimenti più profondi, in tv l'artista rivela una grande carica di ironia e autoironia: "non avevo mai messo a disposizione del mio lavoro questo lato del mio carattere: ma io nella vita sono così, una pagliaccia", afferma, "in Detto fatto è stato naturale, e le persone mi scrivono per dirmi che le faccio ridere". "Io sono come un puzzle, in cui le varie forme di comunicazione fanno uscire tante forme di me. Mi sento una disadattata ma nell'arte trovo il mio modo di esprimermi", dice prendendosi un po' in giro, "in tv sono autoironica, il libro mi ha aiutato a far uscire fuori le miei paure e ad amarle, la recitazione è la mia parte più drammatica, il canto è la libertà mentre quando ballo è l'unico momento in cui esprimo la mia sensualità". Tra tante esperienze professionali realizzate, resta un grande sogno per il futuro: "vorrei riportare in tv i vecchi varietà, come Milleluci o Fantastico", rivela, "ma ho ancora bisogno di studiare. E con Detto fatto sto continuando a imparare".

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