In 8 milioni per Doc, Argentero 'medical innovativo'

Nuova fiction ispirata a storia vera, appassiona pubblico Rai1

La dimostrazione che la dedizione nel prenderci cura gli uni degli altri, è la stessa di quegli eroi moderni che sono i medici. "Andrea Fanti è il dottore che tutti vorremmo incontrare entrando in un ospedale". "disponibile, umano, un uomo che sa ascoltare. Record di ascolti, 8 milioni 44 mila spettatori (29% di share) per il secondo appuntamento con 'Doc. Nelle tue mani', la nuova serie con protagonista Luca Argentero trasmessa su Rai 1 diretta da Jan Michelini e Ciro Visco.

Raggiunto al telefono dall'ANSA l'attore torinese (che è oggi domiciliato in Umbria dove vive con la sua compagna in dolce attesa) commenta cosi' il lo straordinario successo di pubblico della seconda puntata della fiction che ha superato di quasi un milione il risultato del debutto (7.3 milioni con il 26.1%): "Non posso negare che questi risultati non me li aspettavo, con una serie non consolidata che si affaccia per la prima volta sull'ammiraglia Rai che ha un pubblico con uno zoccolo duro, ma a fare la differenza a mio avviso è stato proprio il fatto che si tratta di un medical del tutto innovativo, moderno, con un girato veloce, con una regia come quella di Jan Michelini che ha fatto la differenza, inaugurando un capitolo di un genere di alta qualità che il pubblico ha recepito", spiega. "Inoltre anche le scene in esterna sono particolari immagini di Milano che potrebbe essere Chicago. Anche se si ovviamente certe scene a guardarle oggi, con l'emergenza e le norme di sicurezza e contenimento per il covid- 19, con le persone per strada o i medici in corsia senza mascherine... (ma non dimenticano mai, se ci fate caso, il gel igienizzante prima di entrare in stanza o in corsia dei pazienti ndr)".

Nel cast di Doc - Nelle tue mani, in cui l'attore torinese interpreta un primario, che perde la memoria dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola sparato dal padre di un paziente deceduto, figurano anche Matilde Gioli, Sara Lazzaro, Giovanni Scifoni e Simona Tabasco.

Il pubblico è cresciuto rispetto al primo episodio, che spiegazione si è dato? "La prima puntata - ipotizza Argentero - è quella introduttiva, in cui accadono tantissime cose, è stato diciamo il banco di prova per Doc, ero anche disorientato interpreto tre Fanti pre-incidente, Fanti post-incidente e Fanti giovane nei flashback. Nella seconda entriamo nella vita non solo di Andrea Fanti, ma anche degli altri personaggi, con i casi di puntata. Molti anche coloro che non avevano fatto in tempo a vedere giovedì scorso la prima puntata sono riusciti, ce ne siamo accorti dai commenti sui social, a recuperarla su Raiplay e ieri sera hanno seguito il secondo episodio".

Niente di personale e Una cosa buona che fa male sono i due episodi andati in onda ieri sera in cui Andrea Fanti torna in reparto come aiutante degli specializzandi, che fino a poche settimane prima erano terrorizzati da lui e che faticano a dargli del tu. Fanti chiede il sostegno di tutto il reparto per ricostruire la sua vita dopo che ha perso la memoria. Mentre cerca di riconquistare l'ex moglie, collabora con Giulia (Matilde Gioli) sul caso di un giovane manager ma non ricorda neanche che è con lei che aveva una relazione.

La serie è liberamente ispirata alla storia vera del primario Pierdante Piccioni (l'ha raccontata nei libri Meno dodici e Pronto soccorso editi da Mondadori, scritti insieme a Pierangelo Sapegno). Era il 31 maggio 2013 quanto Piccioni si schianta in macchina lungo la tangenziale di Pavia e cade in coma è convinto che sia il 25 ottobre 2001. In un'intervista all'ANSA a pochi giorni dal debutto della fiction aveva tra l'altro ricordato "Sono stato in coma poco più di un'ora e ho perso dodici anni, c'è chi è stato sei mesi e ha perso una settimana" racconta. "Certo all'inizio pensare di avere dei figli piccoli e ritrovarmeli adulti, una moglie con le rughe, ritrovarsi con l'euro quando contavo ancora in lire... Una madre morta, non ricordavo di essere andato al suo funerale. Anni che non ho mai recuperato. Ho dovuto ricominciare tutto dall'inizio". Tornato al lavoro, oggi è in prima linea nel lodigiano contro il coronavirus.

Le riprese di Doc andavano avanti da sei mesi ed erano quasi ultimate, quando si è fermata in fase di post produzione per l'emergenza sanitaria coronavirus. Così la Rai ha deciso ugualmente di mandare in onda le prime quattro serate, per un totale di 8 periodi, quelle pronte e già montate per altrettante settimane: "In autunno - se si tornerà gradualmente alla normalità entro l'estate - ci dovrebbe il grande finale di stagione con gli altri 8 episodi, e relative 4 serate totali".

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