Argentero, in Doc raccontiamo l'eccellenza italiana

Dal 26 su Rai1, storia vera di un medico che ha perso 12 anni di memoria

Cosa succede se sotto il camice bianco che indossa c'è un uomo che come i suoi malati lotta con i propri limiti e le proprie insicurezze? Questo medico è Andrea Fanti, il protagonista di DOC. Nelle tue mani, il nuovo medical drama in onda su Rai1 da giovedì 26 marzo in prima serata, con protagonista Luca Argentero, nei panni di Andrea Fanti, una serie ispirata a una storia vera quella del primario Pierdante Piccioni che a causa di un incidente ha perso la memoria di 12 anni della sua vita.

"Abbiamo voluto raccontare - spiega in una conversazione telefonica con L'ANSA l'attore torinese - un'eccellenza italiana, l'eccellenza della sanità, e mai come in questi giorni abbiamo la dimostrazione che siamo fortunati a vivere in Italia dove tante persone dedicano la loro vita a prendersi cura degli altri a costo anche di metter a rischio la propria salute e abbiamo visto vita". "Doc- nelle tue mani" è una produzione Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, prodotta da Luca e Matilde Bernabei con la regia Jan Maria Michelini e Ciro Visco. "Una serie - ci tiene a dire Argentero - che non è uno dei soliti medical all'americana, ma è tratta da una storia vera (raccontata nei libri "Meno dodici" e "Pronto Soccorso", Mondadori di Pierdante Piccioni) che per un susseguirsi di incredibili coincidenze si è incrociata con l'attualità". Le riprese andavano avanti da sei mesi ed erano quasi ultimate, quando si è fermata in fase di post produzione per l'emergenza sanitaria coronavirus. Così la Rai ha deciso ugualmente di mandare in onda le prime quattro serate, quelle pronte e già montate per altrettante settimane: "in autunno ci sarà il grande finale di stagione".

Argentero ha ricordato la storia vera da cui è tratta la serie: il suo personaggio, Andrea Fanti, è ispirato al primario Pierdante Piccioni, che dopo un incidente ha perso la memoria degli ultimi 12 anni della sua vita, dovendo ricominciare da capo sia da un punto di vista personale, per ricostruire i rapporti con la sua famiglia, sia da quello professionale, ritrovandosi ad dover riconquistare il suo ruolo in corsia. "La serie - fa notare Argentero - racconta la malattia come possibilità di nuova occasione, di cambiamento, di sfida. Quando non è grave al punto da mettere in pericolo la vita stessa, forse può essere la strada per la ricerca del senso più profondo dell'esistenza". Per esigenze di sceneggiatura naturalmente sono state apportate delle modifiche (il primario ha subito nella realtà un incidente stradale ed è stato in coma qualche ora risvegliandosi con un amnesia di 12 anni, nella fiction viene ferito da un proiettile sparato nel pronto soccorso dove lavora da primario dal parente di un paziente deceduto. Inoltre se i due figli di Piccioni godono entrambi di ottima salute nella fiction, quando il medico si risveglia scopre che uno dei due il maschio è in realtà morto).

Nel cast di "Doc-Nelle tue mani figurano anche: Matilde Gioli, Sara Lazzaro, Giovanni Scifoni e Simona Tabasco. Nella fiction quanto all'improvviso per Fanti - spiega Argentero - sono "tutti estranei, l'ospedale rappresenta l'unico posto dove il medico si sente veramente a casa, il luogo della rinascita. Per l'attore torinese, (che sta per diventare papà nella vita per la prima volta aspetta una bambina dalla sua compagna Cristina Marino e vive in Umbria "avrei voluto godermi queste settimane di attesa con più spensieratezza ma è giusto stare a casa con calma prendersi cura non solo dei nostri cari ma di tutti") e per tutta la troupe, «sono state giornate particolari» e si fa quasi fatica, ammette lui sinceramente, a parlare di medici e ospedali in momenti come questi, mentre dottori e infermieri in tutta Italia sono impegnati a curare centinaia di pazienti malati di coronavirus". Come sta vivendo queste giornate di emergenza? "Come tutti, senza fare previsioni, mantenendo la calma, senza farmi prendere da inutili e pericolose frenesie. Non ovviamo muoverci, e allora ascoltiamo, e stiamo sereni, leggiamoci un libro, ascoltiamo la musica, parliamo di più, godiamoci la lentezza per una volta". Anche lei è un dottore? "Sì, in economia e commercio, mi sono laureato e poi ho scelto un'altra strada, anche io ho subito tante evoluzioni, ho cercato sempre, e continuo a farlo di migliorami, guardare avanti ma con il giusto spirito".

Le riprese della serie si sono svolte tra Roma, Milano e Formello; per la location ospedaliera il Policlinico Universitario Campus Biomedico e l’Università Campus Biomedico di Roma hanno messo a disposizione spazi e tecnologie.

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