Zucchero, il mio canto per i diritti

Il bluesman al Concertone, quest'anno la Festa ha un significato più forte

Da bambino, nella casa di Roncocesi a Reggio Emilia, per Zucchero il Primo Maggio "era una grande festa di famiglia molto sentita". Poi c'è stato il Primo Maggio del 1990, prima edizione del Concertone di Roma e "prima volta che mi esibivo davanti a una platea così grande, provai un'emozione molto forte, di fronte a tutti quei ragazzi abbracciati uno all'altro che esprimevano appieno il senso della festa e dell'unione". Un bagno di folla che si è replicato nel 1996 e poi nel 2002. Anno dopo anno, si sono succedute tante altre Feste del Lavoro, "alcune più sentite, altre meno magari mentre ero in tour in America o in Giappone". Ma non per questo il senso della giornata è cambiato, "tanto meno quest'anno perché mai come oggi, in questo periodo così complicato, la Festa dei Lavoratori deve essere festeggiata per i tanti che stanno soffrendo e non sanno cosa ne sarà delle loro attività". E lui - in collegamento dalla sua casa di Pontremoli - ha deciso di tornare al Concertone, che a causa delle restrizioni per il coronavirus da piazza San Giovanni si è spostato in tv (in prima serata su Rai3 e in contemporanea su Radio2), "per dare il mio contributo musicale".

Nel cast tra gli altri ci saranno Sting, Patti Smith, Gianna Nannini e Vasco Rossi. "E' un Primo Maggio diverso, ma con un significato ancora più forte per i tanti che stanno soffrendo in questo momento di tempo sospeso e non sanno cosa sarà del loro futuro - ha detto all'ANSA il cantautore emiliano, raggiunto al telefono -. Anche il nostro settore, che conta almeno 60mila lavoratori, sembra dimenticato e attende risposte che ancora mancano. Si dice che il lavoro nobilita l'uomo, ma sarebbe meglio dire che giustifica l'uomo, giustifica la nostra esistenza. Dobbiamo preoccuparci di salvaguardare il futuro di tutti".

La pandemia ha bloccato anche i suoi progetti, tra cui "un tour in Nord America pianificato da un anno e mezzo che è saltato". A settembre, il cartellone dell'Arena di Verona prevede una residency di 14 date, le uniche in Italia per il 2020. "Sarà difficile, anche se aspettiamo comunicazioni ufficiali. Io spero di fare i live, non per me ma per gli addetti ai lavori, per le loro famiglie e per i fan". Tornando al Concertone, il bluesman - che canterà il suo ultimo singolo La canzone che se ne va, tratto dall'ultimo album D.O.C. - spera di "iniettare un po' di speranza, ma non credo a quelli che dicono che saremo più forti e migliori di prima. E' più probabile che saremo solo più incazzati di prima". Prima del live per il Primo Maggio, Zucchero ha partecipato anche al concerto benefico One World: Together at Home, nato da un'iniziativa di Lady Gaga con star del calibro di Elton John, Paul McCartney e Stevie Wonder (per l'Italia anche Andrea Bocelli), e per la Giornata Mondiale della Terra si è esibito, davanti a un Colosseo desolatamente vuoto, con il brano "Canta la vita", adattamento di "Let Your Love Be Known" di Bono Vox, scritto in tempo di pandemia. "Le cose capitano quando meno te lo aspetti. Come nel '92, quando in un periodo di profonda crisi per me, mi chiamò Sting, poi Brian May per il tributo a Freddie Mercury e incisi Miserere in duetto con Luciano Pavarotti. Anche stavolta non c'era niente di pianificato, ma sono tutti eventi importanti che sono in grado di lanciare messaggi forti e per questo ho aderito". Nessuna paura di essere etichettato, perché "tutti sanno da che parte sto. Io antifascista da sempre, aspiro alla libertà. Anche quando questa è un po' repressa come ora". E allora per Zucchero l'unico augurio da fare, in questo momento, è "Primo Maggio... coraggio!".

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