In anteprima brani da 'Wuhan. Diario da una città chiusa' di Fan Fang

Libro della scrittrice cinese in uscita 3 giugno per Rizzoli

Roma- Per gentile concessione di "Rizzoli-All rights reserved ¸ 2020 Wang Fang.English:Michael Berry 2020", pubblichiamo in anteprima due brani da 'Wuhan. Diario da una città chiusa' della scrittrice cinese Fang Fang, pseudonimo di Wuang Fang, che uscirà in anteprima mondiale in Italia il 3 giugno per Rizzoli nella traduzione di Caterina Chiappa, con la postfazione di Michael Berry.

Il 30 gennaio 2020 Fang Fang scrive: "Non possono sottrarsi alle loro responsabilità Il cielo è limpido e oggi sembra una di quelle perfette giornate invernali che ti fanno apprezzare la stagione. Il virus, però, ha rovinato tutto. Una giornata come questa potrebbe ripetersi soltanto fra migliaia di anni, eppure non c'è nessuno che possa apprezzarla.
    Continuo a trovarmi davanti la cruda realtà. Dopo essermi svegliata, ho visto un servizio riguardante un contadino a cui è stato proibito di raggiungere la propria destinazione mentre era in viaggio, di notte. Alcune persone avevano costruito un muro di terra per bloccargli la strada e, nonostante le sue suppliche, non l'hanno fatto passare. Che cosa avrà mai potuto fare, quel contadino, nel bel mezzo di una gelida notte invernale? Non è stato facile da guardare. Le norme messe in atto per prevenire la diffusione dell'epidemia sono giuste, ma per farle rispettare non si possono ignorare i principi che ci rendono umani. Come fanno i vari funzionari del governo a prendere un documento ufficiale e a trasformarlo in qualcosa di così dogmatico e inflessibile? Perché qualcuno, protetto da una mascherina, non ha semplicemente accompagnato quel pover'uomo in una stanza vuota in cui avrebbe potuto passare la notte in isolamento? Cosa ci sarebbe stato di tanto sbagliato? Ho visto un altro reportage che raccontava di un bambino con bisogni speciali il cui padre era stato messo in quarantena; il bambino ha dovuto vivere da solo per cinque giorni e alla fine è morto d'inedia. Questa epidemia ha reso palesi diverse cose: la preparazione limitata di numerosi funzionari cinesi e la quantità di patologie diffuse nella nostra società. Sono malattie molto più aggressive del nuovo coronavirus, per cui al momento non esiste una cura".

E nell'annotazione del 9 febbraio 2020: "La vita è dura, ma noi troviamo sempre un modo per andare avanti Vorrei dire ai miei cari censori su internet: dovreste lasciar parlare le persone di Wuhan, dovreste permettere loro di dire ciò che vogliono. Si sentirebbero meglio se potessero liberarsi dal peso che hanno sul cuore. Siamo in quarantena da più di dieci giorni e abbiamo già visto un sacco di cose orribili. Se non ci permettete di dare libero sfogo al nostro dolore, se non ci permettete di piangerci addosso almeno un po' o di riflettere su ciò che sta accadendo, allora significa che volete farci impazzire! Ma lasciamo perdere. Non risolveremo i nostri problemi impazzendo. E nemmeno da morti ci considereranno. È meglio non parlare di certe cose".
    Published by arrangement with The Italian Literary Agency and Jennifer Lyons Literary Agency. 
   

        RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

        Video ANSA




        Modifica consenso Cookie