Cultura

Dacia Maraini, "i diritti si possono perdere, guardate l'America"

Oggi politica è insulto e dileggio. Esce saggio Rai Eri su scrittura e creatività

(ANSA) - Una vita "piena di cose belle e anche di molti dolori a cominciare dai due anni in campo di concentramento", il successo ottenuto, ma mai "inseguito perche' rende nevrotici", il mondo che cambia e a volte "torna indietro come sta accadendo ora" e l'importanza dell'immaginazione che "è' potente e va sviluppata". Dacia Maraini si racconta parlando del suo nuovo libro 'Se un personaggio bussa alla mia porta', un saggio sulla scrittura e la creativita', pubblicato da Rai Eri.

Ottant'anni da poco compiuti, il 13 novembre 2016, tra le scrittrici italiane piu' lette al mondo, tradotta in 20 lingue, vincitrice nel 1990 del Premio Campiello, nel 1999 del Premio Strega, l'autrice de 'La lunga vita di Marianna Ucria', da anni candidata al Premio Nobel per la Letteratura, dell'ambito riconoscimento dell'Accademia di Svezia dice: "spero che arrivi ma la cosa importante e' non inseguirlo, se no si soffre di ansia". Il successo di un libro "e' una cosa misteriosa ed e' bene sia cosi'. Non si puo' sapere in anticipo come e' accaduto con 'Il nome della rosa' di Umberto Eco e con 'Va' dove ti porta il cuore' di Susanna Tamaro" sottolinea. La sofferenza piu' grande? "Il campo di concentramento a Tokyo, una ferita terribile che mi porto dietro" mentre guardando alla situazione presente la Maraini non nasconde di essere "un po' desolata".

"I diritti - mette in guardia la scrittrice - si possono perdere. Non sono per sempre. Guardate l'America in questo momento, sta discutendo sui diritti della pace, la difesa dell'ambiente, l'aborto. Dopo aver faticato tanto per cambiare le cose arriva uno, votato - ma non e' detto che il mondo porti avanti il migliore - e i diritti possono essere revocati. Bisogna difenderli. Il mondo cambia ma in tanti modi. Va avanti, poi torna indietro".

Scrittrice, poetessa, autrice di 13 romanzi e di tante opere teatrali, sceneggiatrice, femminista tra le fondatrici del Centro romano Maddalena, instancabile viaggiatrice, la Maraini oggi vede "messo a dura prova" il suo ottimismo. "Se bisogna combattere, si deve credere nel futuro. Ora sono preoccupata e desolata perche' vedo cambiamenti negativi nel nostro paese e in giro per il mondo, pero' voglio sperare che il buon senso prevalga. Le esperienze del Novecento da cui veniamo fuori sono ancora vicine per ricominciare da quella realta'" dice la scrittrice che ha passato l'infanzia in Giappone, l'adolescenza in Sicilia e la maturita' a Roma. Nel dopoguerra ha conosciuto la poverta', ma "i libri a casa nostra non sono mai mancati" racconta. Figlia del grande etnologo metà fiorentino e meta' inglese Fosco Maraini oltre che discendente, da parte materna, dell'antica nobile famiglia degli Alliata di Salaparuta, la Maraini e' stata la compagna di Alberto Moravia fino agli anni Ottanta con il quale ha fatto molti viaggi in Africa, insieme a Pier Paolo Pasolini.

Ne ricorda in particolare uno, in Mali, al quale partecipo' anche Maria Callas. "Sulla scena la Callas era una potenza mentre nella vita era una bambina. Era innamorata di Pier Paolo Pasolini, che non aveva mai nascosto la sua omosessualita', e pensava di poterlo cambiare. Mi sposera'? mi chiedeva. E questo dimostrava il suo candore, la sua ingenuita'".

La Maraini molto bella non si e' "mai sentita. Per una donna che scrive puo' essere un handicap. Bisogna avere una bellezza interiore, affabulatoria. O sai raccontare o no, non si puo' barare" dice e aggiunge: "Noi non ce ne rendiamo conto, ma la lingua italiana e' molto amata nel mondo, e' la lingua della bellezza". E non si "puo' scrivere se non si legge" spiega la Maraini che si e' sentita discriminata come autrice "soprattutto nel teatro, che e' sempre stato maschile". La cosa a cui tiene di piu'? "Una certa dignita'. Non sbracarsi, non entrare nella rissa. Con un certo rispetto verso l'avversario si puo' discutere. Mi sembra invece che la nostra politica sia fatta di insulto, discredito e dileggio dell'altro" spiega la Maraini.

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