La vita nascosta di Forsyth, "fu spia come Le Carre'"

In uscita autobiografia. Stampa: rivelerà rapporto con l'MI6

    I 77 anni sono dietro l'angolo e i 70 milioni di copie di libri venduti sono gia' superati da un po', ma Fredrick Forsyth non vuole smettere di svelare segreti.
    L'ultimo riguarda se stesso: anche lui, come John Le Carre' o Graham Green, ha avuto un passato nel Secret Intelligence Service, il leggendario MI6 britannico che al cinema s'incarna in 007. Almeno a credere alle anticipazioni del Telegraph prima e del Mail poi di un'autobiografia che uscira' a settembre.
    Autore di spy story ispirate a un realismo che inchioda i lettori, Forsyth questa volta racconta di se' in prima persona.
    E il titolo dice gia' molto: 'The Outsider, My Life In Intrigue'. La narrazione di una vita senz'altro non comune, dalla nascita nel tranquillo Kent inglese all'universita' in Spagna, fino all'avventura da pilota della Raf (il piu' giovane mai arruolato fino ad allora nel Regno Unito) o a quelle da giornalista al di la' del Muro di Berlino e poi di inviato di guerra nell'Africa degli anni '60, in ultimo al successo come scrittore: scandito, a partire dal 1970, da best seller planetari quali 'Il Giorno dello Sciacallo', 'Dossier Odessa', 'I Mastini della Guerra' o 'Il Quarto Protocollo'.
    Un intreccio a cui mancava solo un capitolo, quello dell'agente segreto sotto copertura, comune ad altri romanzieri britannici capaci poi di travasare simili esperienze di vita in thriller internazionali (e talora opere letterarie) memorabili.
    A colmare la lacuna provvedera' l'autobiografia, annuncia adesso la stampa. E del resto il sospetto che Forsyth potesse avere avuto rapporti con i servizi di Sua Maesta' era nelle cose: scritto in qualche modo nella sua vita, nei suoi legami, nella capacita' di raccogliere informazioni sotterranee in giro per il mondo, nelle stesse rivelazioni e mezze ammissioni fatte trapelare dall'interessato fra libri e aneddoti. Un uomo avventuroso, capace di attraversare le frontiere del mondo nel pieno della guerra fredda e del turbolento tramonto del colonialismo, era in un certo senso un candidato naturale per l'MI6, sottolinea il giornale londinese. Un ex pilota arruolatosi giovanissimo poi...
    La vita di Fredrick Forsyth, insiste il Telegraph, e' stata d'altra parte "degna di James Bond" anche nelle sue attivita' di reporter, di testimone, di segugio di conflitti e cospirazioni.
    A partire dagli anni giovanili che lo videro occuparsi come giornalista della vicenda del complotto dell'Oas per assassinare Charles De Gaulle (successivamente al centro del Giorno dello Sciacallo) e quindi corrispondente per conto della Reuters dalla Germania est e dalla Cecoslovacchia, allora oltre quella che Winston Churchill aveva chiamato 'la cortina di ferro'.
    Territorio nemico, nella percezione dell'epoca, dove fra l'altro Forsyth non si fece mancare - ricorda il giornale citando racconti recenti dello scrittore - flirt con almeno due belle informatrici della Stasi e della polizia politica di Praga: 'honey trap', nel linguaggio delle spie. O ancora nell'Africa nera, dove il futuro autore di best seller copri' piu' tardi la guerra fra la Nigeria e i ribelli del Biafra: dapprima per la Bbc, poi quando da Londra gli si disse basta per non creare fastidi agli interessi del governo britannico laggiu', da free lance per due anni di seguito. Fu forse il momento dell'aggancio con l'MI6. E non e' escluso che questa relazione pericolosa possa aver aiutato Forsyth a cavarsela anche in anni piu' recenti: come quando, nel 1974, riusci' a sfuggire in extremis ad Amburgo a un trafficante di armi che sembra lo avesse smascherato, dopo che s'era infiltrato in un giro di mercanti di morte fingendosi un intermediario del Sudafrica razzista pur di raccogliere elementi utili alla trama dei Mastini della Guerra.
    Per i dettagli sulla doppia vita da agente segreto si dovra' in ogni modo attendere 'The Outsider', dopo l'estate, nelle librerie del regno. Suspense, come sempre.
   

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