Torna alla luce una nuova parte dei Fori Imperiali

Fregi, statue e capitelli, anche una testa imperiale di Dioniso

ROMA - Una testa di età imperiale del dio Dioniso, una seconda testa dell'imperatore Augusto in età giovanile, sempre di epoca imperiale, mai mostrata al pubblico. E poi oltre 60 frammenti del Fregio d'Armi del Foro di Traiano, che rappresentano le spoglie belliche dei popoli vinti e quelle dei vincitori, e un frammento di fregio storico in marmo bianco a grana fine, inquadrabile cronologicamente tra il I e il II secolo d.C.: arrivano direttamente dal sottosuolo del primo tratto di via Alessandrina alcuni incredibili tesori della Roma antica, rinvenuti nello scavo archeologico appena concluso e illustrato alla presenza della sindaca VirginRaggi, grazie al quale è tornata alla luce una nuova porzione dei Fori Imperiali.

Con questa opera, curata da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali su concessione del ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo - Parco Archeologico del Colosseo e resa possibile grazie al contributo della Repubblica dell'Azerbaigian (per un importo complessivo di 1.000.000 di euro), finalmente con un unico sguardo si potrà ammirare la piazza del Foro di Traiano con il complesso monumentale dei Mercati di Traiano. Gli scavi hanno riguardato il tratto settentrionale, lungo circa 60 metri e ora rimosso, della via Alessandrina che collegava l'attuale piazza del Foro di Traiano a largo Corrado Ricci: i preziosi reperti emersi dopo il lavoro, tutti facenti parte dell'apparato decorativo del Foro di Traiano, realizzato nei primi anni del II secolo d.C. a celebrazione delle vittorie sui Daci, e adesso in fase di restauro e studio, saranno poi esposti al Museo dei Fori Imperiali ai Mercati di Traiano.

Dopo una campagna preliminare nel 2016, il progetto di scavo si è svolto ininterrottamente da marzo 2018 fino allo scorso novembre sotto la direzione scientifica degli archeologi della soprintendenza capitolina: l'intervento, oltre ad aver reso noti una nuova porzione della piazza del Foro di Traiano, capolavoro dell'urbanistica romana anche grazie all'opera dell'architetto Apollodoro di Damasco, e i resti delle abitazioni del quartiere medievale, ha fornito una serie di dati utili a ricostruire la storia del centro monumentale della città. Inoltre il progetto rende possibile la riunificazione visiva e fisica delle aree monumentali dei Fori di Traiano, Augusto e Nerva, creando un percorso unificato tra i Fori imperiali e il Foro romano - Palatino, per una fruizione senza barriere, frutto della collaborazione tra Comune di Roma e Mibact. "Abbiamo un tesoro preziosissimo nascosto sotto i nostri piedi, continuiamo ad aprire questo scrigno e a mostrare al mondo frammenti della nostra identità. Roma è patrimonio dell'umanità", ha detto oggi la sindaca Raggi, "questo lavoro ci dà speranza, dobbiamo continuare a guardare al futuro con fiducia: ora siamo in era Covid, ma chi lavora in questo settore deve avere una nuova spinta e deve essere sostenuto". "Stiamo tentando di ricomporre il mosaico dell'antichità", ha detto Claudio Parisi Presicce, direttore dei Musei Archeologici e storico-artistici di Roma Capitale. "Con lo scavo del 1998, durante il quale si è cercato di recuperare il marmo conservato sotto il terreno libero dai monumenti, è cambiata la nostra visione del Foro di Traiano, voluto dall'imperatore per celebrare le vittorie in Dacia. Ora grazie all'accordo tra le istituzioni, questo progetto, che accoglie quanto proposto nelle Linee Guida del 2008, riunifica il tessuto lacerato senza elementi di frattura tra le diverse aree, restituisce in elevato i monumenti dei Fori per renderli comprensibili e abbatte le barriere della conoscenza". "Se reperiremo nuove risorse il progetto proseguirà - ha proseguito - intanto stiamo progettando una passerella, in parte già realizzata, da disporre sull'area dei Fori".

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