Cultura

Giorno Memoria: la storia commovente di Sami Modiano

A Roma anteprima docu di Veltroni, alla presenza di Mattarella

"Come posso dimenticare?" E' la frase che torna nella testimonianza intrisa di tragedia, umanità e speranza di Sami Modiano, uno dei pochi sopravvissuti al campo di sterminio di Auschwitz Birkenau, che si racconta nel documentario "Tutto davanti a questi occhi", di Walter Veltroni. Il film, non fiction, prodotto da Sky in collaborazione con Palomar, che andrà in onda nella Giornata della Memoria, il 27 gennaio in prima serata su Sky Tg24 e Sky Cinema Hits, e nella stessa serata anche su Rai3, Iris e La7, ha debuttato in anteprima all'Auditorium Parco della Musica di Roma, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Una proiezione segnata da una palpabile emozione, salutata alla fine da un lunghissimo applauso con tutta la platea in piedi. In sala, fra gli altri, anche l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la sindaca di Roma Virginia Raggi, i ministri Dario Franceschini, Marianna Madia, Valeria Fedeli; il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, il capo della polizia Franco Gabrielli e, fra gli altri, il premio Oscar Nicola Piovani, Pippo Baudo, Sergio Zavoli, Giovanni Veronesi e Valeria Solarino, Paolo Genovese, Mario Calabresi, Luigi Contu, Gianni e Giampaolo Letta, Paolo Del Brocco. Modiano, nato nel 1930 a Rodi (allora provincia italiana), deportato nel 1944 dai tedeschi con la sorella sedicenne Lucia e il padre, già da anni condivide la sua storia con gli studenti, che accompagna nei viaggi della memoria ad Auschwitz. "Mi sono chiesto a lungo perché proprio io ne fossi uscito vivo - spiega -. L'ho capito dopo anni, soprattutto quando ho iniziato a parlare ai ragazzi. La considero la mia missione. Se non avessi avuto riscontro, mi sarei fermato, ma invece lo vedo nei loro occhi. E allora continuerò finché Dio mi darà la forza".

Nel film, aperto da una veduta aerea del lager accompagnata da 'Auschwitz' di Francesco Guccini, suonata al piano da Danilo Rea, Veltroni, attraverso poche domande si affida alla potenza delle parole di Modiano. Dopo un viaggio da incubo Sami arriva con la sorella e il padre a Birkenau nell'agosto del 1944. Donne e uomini vengono separati, ma Sami riesce a ritrovare Lucia, che dopo la morte della madre di un anno prima, a Rodi, gli aveva fatto da mamma. I loro brevi incontri serali, da lontano, sono interrotti dalla morte della ragazza. Un lutto da cui non si riprende il padre, che decide di consegnarsi in infermeria, verso morte certa. Proprio le ultime parole del genitore al figlio ("Tu sei forte Sami, tu devi farcela"), sono l'ancora a cui il 14enne si aggrappa per resistere.

Grazie anche all'amicizia salvifica con Piero Terracina (che come Modiano, condivide la sua testimonianza da anni con i ragazzi) e a un 'miracolo' poco prima dell'arrivo dei russi nel 1945, Sami ce la fa. E' preso dai sensi di colpa per essere sopravvissuto (della comunità ebraica di Rodi rimanevano solo 31 uomini e 120 donne, ndr), ma l'incontro con Selma, che diventa sua moglie (hanno appena festeggiato i 60 anni di matrimonio), lo fa ricominciare a vivere, anche se gli incubi ogni tanto tornano.

"In Italia gli ebrei possono vivere in libertà e sicurezza con la certezza che la memoria non sarà mai cancellata - ha detto Ruth Dureghello, presidente della comunità ebraica di Roma, ringraziando Mattarella, per la nomina di Liliana Segre a senatrice a vita -. Oggi c'è bisogno di anticorpi forti contro l'odio e l'intolleranza che riemergono sempre più violenti". Per Andrea Zappia, ad di Sky Italia, il fatto che il documentario venga trasmesso anche da altre emittenti nella Giornata della Memoria "conferma come, di fronte a temi fondamentali, un'intera industria molto competitiva sappia unirsi". Modiano considera "il valore della memoria fondamentale ancora di più oggi che stiamo vivendo un momento difficile. Sono molto preoccupato perché certe cose le ho vissute. Ma bisogna essere ottimisti e fare in modo che quel passato non ritorni. Tutti dobbiamo fare la nostra parte, anche i ragazzi ( e sono proprio i primi piani degli studenti a chiudere il film), perché il domani è loro".

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