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Insanguinata dopo gli scontri a Napoli, 'Violenza inattesa'

Insanguinata dopo gli scontri a Napoli, 'Violenza inattesa'

'Manganelli solo per aver tentato di affiggere uno striscione'. Polizia visiona le immagini

NAPOLI, 14 febbraio 2024, 12:43

Redazione ANSA

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La ragazza ferita, Mimi ' Ercolano, dopo gli scontri con le forze dell 'ordine - RIPRODUZIONE RISERVATA

La ragazza ferita, Mimi ' Ercolano, dopo gli scontri con le forze dell 'ordine -     RIPRODUZIONE RISERVATA
La ragazza ferita, Mimi ' Ercolano, dopo gli scontri con le forze dell 'ordine - RIPRODUZIONE RISERVATA

 La sua foto con il volto coperto di sangue dopo gli incidenti avvenuti all'esterno della Rai di Napoli sta facendo il giro del web: "Per fortuna sto bene - racconta all'ANSA Mimì Ercolano, 45 anni, una sindacalista del Si Cobas - ma siamo stati vittime di una reazione violenta, spropositata e inattesa, colpiti con i manganelli solo per aver tentato di affiggere uno striscione ai cancelli della Rai".    

 

 

Mimì spiega di essere stata medicata per la ferita alla testa, "ho mal di testa e una prognosi di cinque giorni, ma sono pronta a scendere anche subito nuovamente in piazza se serve".

Napoletana, tre figli, un passato da naturalista, nella sua storia di attivista ha partecipato a numerose manifestazioni e si era già trovata coinvolta in scontri con la polizia, "ma stavolta - racconta - davvero non ce lo aspettavamo, eravamo lì pacificamente, armati solo delle nostre bandiere, e invece è finita così. Una reazione spropositata che la dice lunga sul nuovo stile delle questure verso le manifestazioni di piazza".
Con lei sono rimasti feriti altri quattro attivisti (per il più grave, tre punti di sutura e dieci giorni di prognosi) e cinque agenti.


Quanto alle ragioni della protesta, Mimì tiene a sottolineare che "non siamo scesi in piazza per Ghali, come è stato sbrigativamente riportato da alcuni media. Lui è simpatico, ma il problema di fondo è l'atteggiamento di una Rai che decide di prendere le distanze dalla parola 'genocidio'. Il tutto in un clima sempre più pesante di attacco ai salari, di attacco all'agibilità politica, in cui le famiglie non possono mettere il piatto a tavola e i soliti noti lucrano sui conflitti".


La Rete sociale Napoli per la Palestina, promotrice dell'iniziativa di stamane, aggiunge: "La tv pubblica è la scorta mediatica del genocidio israeliano. Non solo censurano costantemente il genocidio in corso a Gaza, ma esprimono una posizione apertamente filo-sionista davanti a milioni di telespettatori. Ancor prima che si potesse creare una delegazione per chiedere un'intervista il nostro presidio è stato violentemente caricato". 

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