Vino: Goria, Douja d'Or 2020 rinnovata e bella

Presidente Camera commercio Asti, kermesse guarda al futuro

Redazione ANSA ASTI
(ANSA) - ASTI, 11 SET - E' proiettata al futuro la Douja d'Or 2020, rimodulata nello spazio - coinvolge tutto l'Astigiano - e nel tempo - tutti i fine settimana fino al 4 ottobre - per esigenze sanitarie. Secondo il presidente della Camera di Commercio di Asti, Erminio Renato Goria, si tratta di una edizione "rinnovata" e semplicemente "bella", capace di guardare oltre, nonostante quest'anno a causa del Coronavirus sia rimasta orfana dell'omonimo concorso.

Il Salone enologico nato nel 1967, quattro anni dopo il Concorso, si adatta dunque ai tempi. "La Douja è una manifestazione che riguarda la nostra terra, il nostro saper fare e produrre - sottolinea Ermini - e ha come obiettivi principali la valorizzazione dei prodotti del nostro territorio, la crescita e lo sviluppo della nostra provincia, a maggior ragione dopo mesi di lockdown".

La rassegna quest'anno coinvolge centinaia di operatori della ristorazione del Monferrato. Sono 113 tra ristoranti, agriturismo e caffè che proporranno degustazioni di specialità monferrine, abbinate ai grandi vini rossi e bianchi del territorio patrimonio Unesco. "Una novità - aggiunge Goria - che proporremo e amplieremo anche nei prossimi anni". Vino, cibo, cultura e territorio sono i quattro pilastri della kermesse enogastronomica. "Abbiamo creato una squadra forte, composta da enti e istituzioni che credono in questo progetto e che continueranno a lavorarci" aggiunge.

Con la Douja asti si conferma dunque capitale del vino, e a pieno titolo, in grado di guardare non soltanto al mercato interno, ma anche a quello estero. Nel 2019 l'export valeva 483 milioni di euro, "con un incremento di oltre il 33% rispetto al 2018", ricorda Goria. Stati Uniti d'America, Germania, Regno Unito e Belgio i principali Paesi di destinazione, che da soli acquistano circa il 50% dei vini astigiani esportati. "Il Piemonte ha esportato 1 miliardo di euro di vini l'anno passato - aggiunge - e Asti si conferma la prima e più importante area di esportazione". Nei primi tre mesi del 2020 l'export di bevande made in Asti è stato pari a 105,5 milioni di euro, dato stabile rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. (ANSA).

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