Riso: senza clausola salvaguardia boom Japonica da Myanmar

Ente nazionale Risi, risultati positivi solo su Indica

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA - La clausola di salvaguardia Ue, secondo i dati forniti dalla Commissione europea, continua ad espletare i suoi benefici effetti per il riso lavorato Indica ma non sulla varietà Japonica dal Myanmar, sempre più presente nel mercato comunitario. Lo segnala ,in una nota, l'Ente nazionale risi nel precisare che le importazioni nell'Unione europea di riso lavorato dai paesi Eba dall'inizio della campagna di commercializzazione alla data del 23 marzo 2020 si sono attestate a 158.704 tonnellate rispetto alle 228.739 di pari periodo della campagna scorsa.

Dalla Cambogia, per la campagna attuale, le importazioni di riso Indica sono calate di 39.820 tonnellate (-33%) rispetto alla scorsa campagna. Da notare in particolare è il fatto che l'abbassamento del dazio da 175 a 150 euro alla tonnellata, avvenuto il 18 gennaio 2020, ha comportato una leggera accelerazione dell'import nei mesi di febbraio e marzo arrivando ai livelli sopra enunciati. Mentre le importazioni di riso lavorato Indica proveniente dal Myanmar si sono quasi azzerate, con una riduzione di ben 80.672 tonnellate (-99%).

Resta invece aperta la questione delle importazioni di riso lavorato Japonica, soprattutto dal Myanmar, al quale non si applica la clausola di salvaguardia. In aumento i flussi in entrata nell'Ue. Nel dettaglio, le importazioni di riso Japonica dalla Cambogia hanno riguardato finora poco più di 10.000 tonnellate (circa 2.000 tonnellate in più rispetto allo stesso periodo della campagna scorsa), mentre quelle relative al riso Japonica dal Myanmar hanno interessato circa 66.500 tonnellate (+ 48.500 tonnellate circa rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna).

"Se il ritmo registrato nel mese di marzo dovesse mantenersi costante fino al termine della campagna si potrebbe arrivare ad un livello di importazione totale di riso lavorato Japonica pari a circa 131.000 tonnellate, superando di 46.000 tonnellate (+53%) il livello record della scorsa campagna.

" stima l'ente nazionale risi. "Nonostante questi numeri sconcertanti - lamenta - la Commissione europea non assume decisioni in merito e pur avendo a disposizione strumenti utili a ridurre i flussi di importazione da queste provenienze si nasconde dietro rigidi tecnicismi che creano grandi preoccupazione e insoddisfazione tra gli attori della filiera".(ANSA)

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