Italia a Ue, tipicità alimentare non è brevetto di fabbrica

Timori per ipotesi di riforma prodotti a Indicazione geografiche

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 22 GEN - Un'altra nube potrebbe arrivare dall'Unione Europa sul patrimonio alimentare italiano. Per ora sono solo rumors ma bastano a preoccupare il mondo dei prodotti a Indicazione geografica, di cui l'Italia detiene la leadership con 876 eccellenze per un valore alla produzione di circa 17 miliardi secondo gli ultimi dati. Entro la primavera è attesa dalla Commissione Europea la pubblicazione del regolamento di riforma delle politiche che tutelano questi prodotti. Tra le ipotesi, come spiega all'ANSA l'eurodeputato Paolo De Castro, potrebbe esserci la cessione delle competenze delle Indicazioni geografiche da parte della DGAgri della Commissione da delegare all'ufficio per la proprietà intellettuale dell'Ue (Euipo), l'agenzia preposta alla gestione dei marchi e del design industriale con sede in Spagna ad Alicante.

"È il concetto base che proprio non va - afferma l'eurodeputato - non si tratta di marchi, ma di know-how e tecniche trasmesse nel tempo; si andrebbe ad avere un approccio di trademark e non di legame al territorio". Un'azione che vede compatte Origin Italia e la Fondazione Qualivita. "Assurdo affidare la gestione dei disciplinari a persone che fanno altro in un ufficio di brevetti". (ANSA).

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