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Niente Iva su ricerca, cresce consenso,anche 82 rettori Crui

Aderiscono ad appello lanciato da Alleanza contro il cancro(Acc)

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Si amplia ancora il consenso intorno all'appello al Governo promosso da Alleanza Contro il Cancro (Acc) con Airc, Telethon e le altre Reti del Ministero della Salute che rappresentano 50 Ospedali di Ricerca (Irccs), per l'esenzione dell'Iva (22%) sull'acquisto dei reagenti e dei macchinari per la ricerca scientifica pubblica o senza scopo di lucro. All'iniziativa, rilanciata anche in occasione del quarto meeting annuale di Acc a Roma, si sono infatti uniti gli 82 Rettori della Crui, la Conferenza dei Rettori delle Università italiane, che hanno approvato all'unanimità l'adesione all'appello al Governo. Obiettivo, il via libera ad un emendamento inserito nel decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 in discussione lunedì alla Camera, affinché venga approvata una norma dall'impatto modesto sul bilancio dello Stato - 150 milioni di euro circa - ma capace di liberare importanti risorse per la ricerca scientifica, a partire dal settore biotecnologico e biomedico. Durante i lavori del quarto Meeting di Acc, da poco conclusisi, studiosi provenienti da Regno Unito, Svezia, Spagna e Svizzera hanno osservato come nei loro Paesi la ricerca sia esente o solo lambita dall'imposta sul valore aggiunto a fronte, peraltro, di finanziamenti ben più cospicui di quelli che attualmente riceve il comparto in Italia. Angela Hamblin e Nirupa Murugaesu, due leader del progetto dei 100 mila genomi in Gran Bretagna, hanno osservato che la grande disponibilità di finanziamenti raccolti dalle Charity nel loro paese sia correlata all'assenza di tassazione per la ricerca scientifica. "Speriamo - spiega il presidente di Alleanza Contro il Cancro, Ruggero De Maria - che il Governo comprenda che la ricerca non è una spesa, ma un investimento".

In collaborazione con:
Acc - Alleanza Contro il Cancro

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