Cortina, 60 anni fa le Olimpiadi della rinascita

La giunta del Coni torna nel capoluogo ampezzano per ricordare l'anniversario

Il 26 gennaio Cortina d'Ampezzo celebrerà, anche sotto l'egida di una riunione del Coni, i 60 anni dall'apertura dei Giochi Olimpici invernali del 1956. La giunta del Coni torna nel capoluogo ampezzano - la prima volta fu il 29 gennaio 1954 - per ricordare l'anniversario della prima edizione italiana delle Olimpiadi invernali, ma anche per fare il punto su Rio 2016 e la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024, dopo l'incontro di Losanna. Per Cortina il futuro ha nel mirino i mondiali di sci del 2021.

Le Olimpiadi invernali cortinesi furono un grande biglietto da visita dell'Italia che rinasceva dopo il secondo conflitto mondiale. Un'Olimpiade, la settima, felice, che, inaugurata dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, diede la misura della voglia di vivere e di crescere in un Paese che era uscito devastato dalla guerra, ma che si era rimboccato le maniche. Cortina ne fu splendido palcoscenico. Dalle piste delle Tofane e del Faloria, alla pista del pattinaggio di velocità sulla superficie ghiacciata del lago di Misurina, il mondo intero per la prima volta poté assistere in diretta alle competizioni olimpiche attraverso le trasmissioni Rai.

Il 26 gennaio 1956 Zeno Colò fece il suo ingresso allo stadio del ghiaccio di Cortina costruito per l'occasione e passò la fiaccola all'ultimo tedoforo, il pattinatore Guido Caroli. L'atleta milanese, oggi 89enne, inciampò su un cavo televisivo, cadde ma riuscì a non far spegnere la fiamma e accese il tripode la cui luce indirettamente illuminò, proprio grazie al successo dei giochi cortinesi, anche la strada per i Giochi Olimpici di Roma nel 1960.

Il 25 gennaio nel centro ampezzano Guido Caroli - che assieme a Kristian Ghedina accese anche il tripode delle Olimpiadi invernali di Torino del 2006 - sarà a Cortina assieme a Giuliana Minuzzo, la sciatrice di Marostica (Vicenza) che lesse il giuramento degli atleti. Minuzzo sostituì Colò che era stato squalificato con l'accusa di professionismo per aver abbinato il proprio nome a una marca di scarponi. La vicentina si comportò molto bene anche nelle gare con il suo quarto posto nello speciale e il 12/mo nello slalom gigante.

Per i settimi Giochi Olimpici invernali a Cortina furono utilizzati dieci impianti, nove a Cortina più il lago ghiacciato di Misurina per il pattinaggio di velocità. Sul fronte delle gare fu l'Olimpiade dell'austriaco di Kitzbuhel Toni Sailer che vinse tutte e tre le medaglie d'oro nelle gare maschili di sci. Tra gli italiani il sesto posto di Gino Burrini nella terribile discesa dalle Tofane fu il risultato migliore. In quella gara su una pista con poca neve molto ghiaccio e vento molti iscritti decisero di non prendere il via, su 20 partenti solo 9 arrivarono al traguardo.

La classifica per nazioni venne vinta dall'Urss davanti all' Austria, seconda grazie ai tre ori di Sailer. Seguirono Finlandia, Svizzera, Svezia e Usa. Settima la Norvegia, ottava l'Italia, nona la Germania nona. Complessivamente alla manifestazione cortinese parteciparono 821 atleti di 32 nazioni.

Il giorno successivo alle celebrazioni di ricordo olimpico , il 26 gennaio, nella sala consiliare del Comune di Cortina è in programma la 1042/ma Giunta Coni. All'ordine del giorno la relazione del presidente Malagò sull'incontro a Losanna del 21 gennaio dove insieme al presidente del Consiglio Matteo Renzi incontrerà i vertici del Comitato Olimpo Internazionale per la candidatura di Roma ai Giochi 2024, l'esame dell'attività olimpica e di alto livello in vista dei Giochi di Rio, l'antidoping, Coni Servizi e l'organizzazione territoriale. Non è la prima volta che la Giunta Coni si riunisce a Cortina, lo fece già il 29 gennaio 1954 con la 72/ma sessione.

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