Maugeri, convalidato il sequestro di 5 milioni per Formigoni

Decisione della Corte dei conti per "gravissimo sistema illecito di storno di denari pubblici a fini privati"

Per il "gravissimo sistema illecito di storno di denari pubblici a fini privati" che ha trovato "ampi riscontri, oltre ogni ragionevole dubbio" nelle indagini sul caso Maugeri, è stato convalidato il sequestro disposto dalla Procura della Corte dei Conti di 5 milioni di euro, compresi vitalizi e pensione, all'ex governatore lombardo Roberto Formigoni, di 4 milioni a Umberto Maugeri, ex presidente della Fondazione, di 4 milioni all'ex direttore finanziario Costantino Passerino e di 10 milioni a testa al faccendiere Pierangelo Daccò e all'ex assessore regionale Antonio Simone.

A dare l'ok è stato il giudice Vito Tenore con un provvedimento depositato due giorni fa e nel quale si accoglie la ricostruzione dei pm Antonino Grasso e Alessandro Napoli, guidati da Salvatore Pilato, che hanno contestato ai principali protagonisti della vicenda giudiziaria un danno erariale di circa 60 milioni di euro e, di conseguenza, hanno firmato provvedimenti cautelari bloccando le quote del presunto profitto realizzate da ciascuno per un totale di 30 milioni.

Il sequestro di beni ai cinque, che comprende anche la pensione fino a un tetto stabilito dalla legge, per Formigoni anche il "vitalizio regionale", oltre che conti correnti e immobili, e che è già stato autorizzato con decreto del presidente della sezione dei giudici contabili lo scorso maggio, è arrivato nelle more tra il processo di primo e di secondo grado. Infatti per il prossimo 19 settembre è attesa la sentenza della Corte d'Appello di Milano chiamata a decidere sull'ex presidente della Lombardia e su Passerino, condannati dal Tribunale rispettivamente a 6 e 7 anni di carcere. Corte che ha accolto anche le richieste di patteggiamento avanzate da Daccò e da Simone: 2 anni e 7 mesi di reclusione che, in continuazione con i 9 anni definitivi per il crac del San Raffaele, hanno portato ad una totale di 11 anni e 7 mesi per il primo e 4 anni, 8 mesi e 15 giorni per il secondo. Anche Umberto Maugeri, ma nel 2015, aveva patteggiato davanti al gup 3 anni e 4 mesi di carcere.

Come si legge nel provvedimento di convalida del sequestro conservativo milionario del giudice della Corte dei Conti della Lombardia Vito Tenore, c'è un "numero poderoso di riscontri probatori" che testimoniano un "danno erariale" dato dai "plurimi fatti corruttivi posti in essere dal 2006 al 2011 dai vertici della Fondazione Maugeri (...) nei confronti del Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni", tramite Daccò e Simone, "per ottenere, con interferenze nel procedimento decisorio, più rilevanti finanziamenti pubblici regionali (rispetto a quelli dovuti per servizi innegabilmente resi dalla clinica Maugeri come riconosciuto anche in sede penale) e sviando inoltre poderose somme di denari pubblici - prosegue il giudice in un passaggio dell'atto datato 14 agosto - destinati ai fini di rilevante e basilare interesse sociale (cure mediche)".

Il giudice, che sposa in pieno la ricostruzione delle sentenze penali, ha ribadito che Formigoni, indicato come "pubblico ufficiale corrotto", avrebbe percepito "rilevantissime utilità, per oltre 5 milioni di euro", in viaggi, vacanze, ristoranti, alberghi, l'uso della villa in Costa Smeralda e così via, in cambio di interventi e atti amministrativi regionali "ispirati a una logica di evidente favoritismo" nei confronti della Fondazione con sede a Pavia. Vicende queste che "non sono state plausibilmente smentite dal Formigoni fornendo spiegazioni alternative (...) ai fatti, specie con riguardo alle enormi ed anomale utilità ricevute".

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