La mossa di Trump sul Golan, ira di Russia, Siria, Turchia e Iran

Mosca: 'Così destabilizza la regione'. Teheran: 'Porterà altre crisi'

"Non permetteremo in nessun caso la legittimazione dell'occupazione del Golan". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in merito all'annuncio del riconoscimento Usa della sovranità di Israele. "La disgraziata dichiarazione di Trump sulle Alture del Golan porta la regione alle porte di una nuova crisi", ha aggiunto Erdogan.

Da parte sua anche la Siria - Paese di cui facevano parte le Alture del Golan fino al 1967 - denuncia con forza le dichiarazioni del presidente Usa, riferisce l'agenzia governativa Sana, che cita un comunicato del ministero degli Esteri di Damasco. "Le dichiarazioni di Trump - si afferma - non cambiano la verità, perché il Golan è e rimarrà siriano". La Siria ha denunciato le affermazioni di Trump come "una violazione delle risoluzioni internazionali" circa l'illegittimità della presenza israeliana. "La legittimità di Gerusalemme e del Golan sono determinate dal popolo palestinese e da quello siriano", ha detto Nabil Abu Rudeina portavoce del presidente palestinese, Abu Mazen. "Qualsiasi decisione presa dagli Usa - ha aggiunto - è contro la legge e la legittimità internazionale. Non ha alcun valore, non darà legittimità all'occupazione israeliana e rimarrà lettera morta". Ma - ha concluso - accrescerà solo "la tensione nella regione"

L'Egitto "ha confermato la propria posizione che considera il Golan siriano come un territorio arabo occupato", scrive l'agenzia Mena citando un comunicato del ministero degli Esteri. La posizione del Cairo è basata sulla "legittimità internazionale" creata da varie risoluzioni dell'Onu con "in testa" la numero 497 del 1981 contro l'annessione israeliana. 

La decisione del presidente americano "porterà nuove crisi" in Medio Oriente, secondo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Ghasemi, che ha sottolineato come si tratti di una posizione contraria alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu. "Non c'è altra soluzione possibile se non la fine dell'occupazione" del Golan da parte di Israele e la difesa della "sovranità della Siria", ha aggiunto Ghashemi.

Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulle alture del Golan possono "destabilizzare la regione" e dunque è opportuno che restino "solo una proposta". Lo dichiara il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dalla Tass. "Cambiare lo status delle Alture del Golan scavalcando il Consiglio di Sicurezza dell'Onu è una diretta violazione delle decisioni delle Nazioni Unite", ha detto dal canto suo la portavoce del ministero degli Esteri in un'intervista a Radio Kommersan, Maria Zakharova, che ha sottolineato che la posizione della Russia, secondo cui le Alture appartengono alla Siria, resta invariata.

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