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Istat, la produzione industriale a gennaio cala ancora, -3,4%

Istat, la produzione industriale a gennaio cala ancora, -3,4%

In diminuzione in tutti i settori. Scende del 2,6% a livello tendenziale

ROMA, 09 marzo 2022, 10:25

Redazione ANSA

ANSACheck

Operai al lavoro in una foto di archivio - RIPRODUZIONE RISERVATA

Operai al lavoro in una foto di archivio - RIPRODUZIONE RISERVATA
Operai al lavoro in una foto di archivio - RIPRODUZIONE RISERVATA

Secondo calo consecutivo per la produzione industriale a gennaio. Lo rileva l'Istat che stima che l'indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca del 3,4% rispetto a dicembre, con un calo comune a tutti i principali settori di attività. E nella media del trimestre novembre-gennaio il livello della produzione diminuisce dello 0,5% rispetto al trimestre precedente. L'Istat precisa poi che, corretto per gli effetti di calendario, a gennaio 2022 l'indice complessivo cala anche in termini tendenziali del 2,6%.

L'Istat sottolinea inoltre che risulta negativo anche il confronto con il valore di febbraio 2020, mese antecedente l'inizio dell'emergenza sanitaria: rispetto ad allora il livello destagionalizzato dell'indice è inferiore dell'1,9%.
    L'indice destagionalizzato mensile segna diminuzioni congiunturali in tutti i comparti: variazioni negative caratterizzano, infatti, l'energia (-5,2%), i beni di consumo (-3,6%), i beni intermedi (-3,4%) e, in misura meno rilevante, i beni strumentali (-1,6%).
    Anche in termini tendenziali la produzione, al netto degli effetti di calendario, è in diminuzione. In questo caso la dinamica negativa è estesa a quasi tutti i settori, salvo quello dell'energia. Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20, contro i 19 di gennaio 2021), si registra infatti un incremento tendenziale solo per l'energia (+1,1%), mentre i restanti comparti mostrano flessioni, con un calo maggiore per i beni intermedi (-5,2%) e quelli strumentali (-3,5%) e meno marcato per i beni di consumo (-1,5%).
    I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali maggiori sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+10,7%), la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+8,2%) e la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (+1,6%). Viceversa, le flessioni più accentuate si osservano nelle attività estrattive (-12,7%), nella fabbricazione di apparecchiature elettriche (-12,0%) e nelle altre industrie manifatturiere (-7,1%).
    L'Istat precisa infine che a partire da questo mese cambia la metodologia di calcolo degli indici della produzione industriale, passando al cosiddetto indice concatenato, in linea con le migliori pratiche raccomandate a livello internazionale.
   
   

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