Ciampi, giurato Grammy, guarda Sanremo

Con Baglioni il festival ha fatto passi avanti

LOS ANGELES - E' L'unico giurato italiano ai Grammy e ora è anche membro ufficiale della Recording Academy. Gabriele Ciampi, classe 1976, compositore e direttore d'orchestra, ha il curriculum perfetto per dare un giudizio su un week end decisamente importante per il mondo della musica. Se in Italia si è appena concluso il festival di Sanremo, negli Stati Uniti, nella notte fra domenica e lunedì, si tiene la cerimonia di assegnazione dei Grammy, gli Oscar della musica statunitense. E' dunque l'occasione giusta per fare un paragone fra le due manifestazioni. "Sanremo si sta avvicinando ai Grammy - dice il compositore italiano, che vive a Los Angeles - quest'anno più che mai perché, esattamente come accade ai Grammy, è stata tolta la divisione fra i big e i giovani". Il termine di paragone purtroppo, però, finisce qui: "I giovani a Sanremo non hanno saputo cogliere questa opportunità. Troppi gli errori tecnici che ho notato, troppa è stata l'impreparazione". Come mai? Il problema secondo Ciampi sono i nuovi mezzi di comunicazione contemporanei, che creano fenomeni ma solo raramente affermano musicisti veri: "Con i social chiunque oggi può far sentire il proprio brano, questa è una grandissima opportunità per farti conoscere e apprezzare, ma poi devi studiare". Il rischio è quello di scimmiottare l'hip hop americano senza nessun apporto artistico: "Non è possibile paragonare l'hip hop statunitense, nato da un movimento di protesta e con una radice solida, con quello italiano che, se non accompagnato dallo studio del canto e della musica, diventa solo uno sfoggio di parolacce. Ho notato molta più grinta e cattiveria fra i big, la Bertè con i suoi arrangiamenti rock, Cristicchi che ha saputo sfruttare la meravigliosa orchestra di Sanremo con una canzone dall'orchestrazione molto italiana, che ha messo in risalto i corni, o Arisa, con i suoi salti vocali molto impegnativi". E a proposito di voci femminili, Ciampi smorza la polemica che ha colpito Francesco Renga, accusato di maschilismo per aver dichiarato che le voci degli uomini sono più belle di quelle delle colleghe. Ciampi fornisce una spiegazione tecnica precisa: "Nel mio ultimo album Hybrid, uscito lo scorso novembre, ho lavorato solo con donne, esplorando le estensioni vocali femminili. La voce della donna permette di giocare molto di più di quella dell'uomo, che non ha bisogno di grande preparazione ma è meno malleabile. La voce femminile è più creativa, ma è vero che necessita di uno studio maggiore. Per un compositore è meglio lavorare con le voci femminili, che permettono maggior gioco". Le contestazioni di plagio, invece, una costante sul palco di Sanremo, dipendono secondo il musicista dal sistema di selezione delle canzoni che dovrebbe essere più simile a quello dei Grammy: "Qui negli Stati Uniti il lavoro di selezione, da parte di circa 200 addetti ai lavori, inizia sei sette mesi prima e prende in considerazione circa 20mila brani, nella fase successiva vengono invitati circa 50 musicisti da tutto il mondo". Fra loro, appunto, l'unico italiano è Gabriele Ciampi. "Noi siamo chiamati a decidere chi farà parte delle categorie principali. C'è dunque alla base un giudizio tecnico, con votazione telematica, che non permette influenze esterne. Certo, la notorietà dell'artista potrebbe avere un ruolo nella partita, ma se il giudizio è meramente tecnico non c'è modo di venire influenzati. E' per questo che, ad esempio, quest'anno un rapper famoso come Eminem è stato eliminato e invece una giovane artista come H.E.R. ha ottenuto nomination importanti" (miglior album, l'omonimo H.E.R, e migliore nuova artista, n.d.r.). Secondo Ciampi Sanremo dovrebbe cercare di dare le stesse opportunità ai giovani, fino a riuscire a portarli proprio ai Grammy. "Vedo un avvicinamento fra le due manifestazioni. Il festival della canzone va difeso, resta una straordinaria opportunità di partenza per gli artisti italiani ma se il giudizio tecnico avesse un peso maggiore si eliminerebbero anche molte polemiche. Poi Sanremo è del pubblico, ci sta la componente popolare, ma andrebbe un po' rivista la macchina della selezione precedente". Sull'operato del direttore artistico Baglioni dice: "Con la sua direzione si sono fatti passi avanti, siamo sulla buona strada, ma se ci sarà un avvicendamento alla direzione artistica, e di solito dopo un paio di anni c'è sempre, mi piacerebbe veder tornare Pippo Baudo, lui è veramente in grado di dare importanza alla voce. Mi piacerebbe poter dare una mano, facendo parte di una giuria tecnica. Il sistema di selezione di Sanremo è troppo macchinoso oggi". Gabriele Ciampi ha conosciuto la musica nell'azienda di pianoforti di famiglia, "Ma non mi piaceva suonare il piano, ero più interessato a cercare di capire cosa ci fosse dietro a quell'accordo, perché il compositore aveva scritto quella nota in quel punto, da qui la passione per la composizione".

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