Lelouch, 'Un uomo una donna' mi cambiò

Regista a Bologna per proiezione del restaurato 'cult' del 1966

"Quando feci il film avevo ventisette anni, l'età dell'innocenza, ma cambiò la mia vita perché mi diede una grande libertà di cui approfitto da cinquant'anni". Così il regista francese Claude Lelouch, 82 anni con 50 film all'attivo e molti documentari, ha parlato di 'Un uomo e una donna' il film che presenta in versione restaurata, il 17 luglio in piazza Maggiore a Bologna, dopo avere firmato, davanti al sindaco Virginio Merola e al direttore della Cineteca Gianluca Farinelli, il libro d'onore della città. Fu un film culto, premiato a Cannes e all'Oscar, che gli aprì le porte degli Stati Uniti. "Mi chiesero di girare con McQueen e Brando - ha raccontato - ma mi resi conto che là comandano i produttori e non gli autori, e allora rinunciai". Lelouch crede nelle nuove tecnologie ma sempre su grande schermo. "Il mio ultimo film l'ho girato con un telefonino, sei più libero con gli attori e poi il cinema è arte popolare, perché nel mondo ci sono sette miliardi di persone che con lo smartphone guardano e riprendono tutto: gli occhi sono la macchina presa, le orecchie il microfono e la mente la sala di montaggio"
   

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