Cronenberg, inno a Netflix, è il futuro

Il regista, la sala cinematografica sarà come il vinile

(ANSA) - VENEZIA, 5 SET -Da David Cronenberg oggi al Lido un inno a Netflix, nella sua masterclass condotta da Giulia D'Agnolo Vallan nel pomeriggio in Sala Perla. Cita così tante volte la piattaforma streaming che, alla fine, ci scherza su e dice: "Sembra quasi un promo di Netflix il mio. Scrivetelo pure, è tanto che non lavoro. Chissà che non mi propongano qualcosa". Ma dal regista de 'La mosca' e 'Videodrome', che domani riceverà il Leone d'oro alla carriera cui seguirà la proiezione di 'M. Butterfly' (1993), tanti i temi emersi nell'incontro con il pubblico e tutti nel segno della modernità. Eccone, in sintesi, alcuni. NETFLIX - Non è vero che oggi ci sono troppe piattaforme in giro. Per me vanno bene queste rivoluzioni al cinema che cambiano tutto. E non capisco proprio l'atteggiamento di Cannes verso Netflix, anche se lì sicuramente pesa molto il diritto francese sugli audiovisivi. Il cinema è sempre stato sconvolto dai cambiamenti e non bisogna avere nostalgia di quello del passato. Quello in sala diventerà come oggi è il vinile per la musica o come la macchina da scrivere per il computer. Su Netflix poi non ci sono spot e questa è una cosa non da poco come il fatto che diffonde le sue opere in 190 paesi. SALE CINEMATOGRAFICHE - Ho visto ultimamente 'La forma dell'acqua' di Del Toro in casa sul Blu-ray sul mio schermo da 50 pollici, poi mi è capitato di vedere lo stesso film al cinema e devo dire che, alla fine, ho avuto un esperienza migliore in casa. Siete così benvenuti a casa mia a Toronto: l'indirizzo è Park Avenue 31. SERIE TV - Nelle serie tv la fruizione si avvicina a quella del libro. Ho scritto un romanzo dal titolo 'Divorati' e sarebbe bello se se ne facesse una serie tv, ma non certa realizzata da me. Una serie tv poi va avanti per tre anni e anche per questo è molto simile al romanzo, alla letteratura. TECNOLOGIA - Quando ero bambino la cosa più tecnologica era la radio che ora sta sparendo. C'erano le serie radiofoniche e allora ci lavorava gente come Orson Welles. REALTA' VIRTUALE - Ho un problema con la realtà virtuale, soffro di mal di mare dopo solo tre minuti e vomito, ma penso che sia comunque un modo interessante di fare un film. REMAKE - E' vero, i remake sono il segno di una certa sterilità di Hollywood: di 'E' nata una stella' siamo ormai alla quarta versione. LA STRADA DI FELLINI - Da bambino ogni sabato andavo al cinema. Una volta uscii dalla sala e dal cinema di fronte vidi tanti adulti che piangevano. Andai subito a vedere cosa c'era in programmazione: era La strada di Fellini. Quando vidi questo film, anni dopo, piansi pure io. FILOSOFI - Adoro gli esistenzialisti come Sartre, mentre ho un problema con Martin Heidegger perché era nazista e antisemita e io, come si sa, sono ebreo. (ANSA). 

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