Papa: noi con il popolo scartato

Siamo talora ciechi per spiritualità light e mondanità virtuale

(ANSA) - VATICANO, 24 MAR - Come sacerdoti ci identifichiamo con il popolo scartato, ma a volte siamo ciechi, per "un eccesso di teologie complicate". Lo ha detto il Papa nella omelia della messa del crisma. "Come sacerdoti noi ci identifichiamo con quel popolo scartato, che il Signore salva, e ci ricordiamo che ci sono moltitudini innumerevoli di persone povere, ignoranti, prigioniere, che si trovano in quella situazione perché altri li opprimono. Ma ricordiamo anche che ognuno di noi sa in quale misura tante volte siamo ciechi, privi della bella luce della fede, non perché non abbiamo a portata di mano il Vangelo, ma per un eccesso di teologie complicate". "Sentiamo che la nostra anima se ne va assetata di spiritualità, ma non per mancanza di Acqua Viva, che beviamo solo a sorsi, ma per un eccesso di spiritualità 'frizzanti', di spiritualità 'light'. Ci sentiamo anche prigionieri, non circondati, come tanti popoli, da invalicabili mura di pietra ma da una mondanità virtuale che si apre e si chiude con un semplice click".
   

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