Lavazza fa shopping in Francia e 'si beve' Carte Noire

Storica azienda Torino cresce nel mondo. Verso 2mld fatturato

Redazione ANSA

(dell'inviata Amalia Angotti)

PARIGI - La Lavazza, in controtendenza, fa shopping in Francia e rileva Carte Noir, leader nel suo Paese con una quota del 20% nel mercato retail. L'operazione – annunciata a Parigi – è un altro tassello nel processo di crescita della storica azienda torinese che punta a diventare uno dei grandi player del mercato mondiale del caffè, oggi dominato da Nestlè e del gruppo Jde: il fatturato, che nel 2015 ha raggiunto la cifra di 1,4 miliardi di euro registrando un incremento dell'8%, salirà nel 2016 a 1,7 miliardi, ma l'obiettivo è di raggiungere nel 2020 la soglia di 2 miliardi e una quota internazionale al di sopra del 70%.


"Un matrimonio perfetto che rende più forte il gruppo", ha sottolineato Giuseppe Lavazza, vicepresidente con il cugino Marco. Nel mirino ci sono altre acquisizioni di aziende forti nei rispettivi Paesi, ma per il momento nessun nuovo dossier è sul tavolo anche se "la liquidità c'è e permette di fare altro". Tra i progetti immediati dell'azienda, che ha un patrimonio netto di 2 miliardi di euro, non c'è neppure la quotazione in Borsa: "E' un'opzione, - ha detto Giuseppe Lavazza - ma al momento non la prendiamo in considerazione. Noi corriamo una maratona, non facciamo uno sprint".


Oggetto dell'acquisizione, che fa della Francia il secondo mercato per Lavazza dopo l'Italia, sono i marchi e le attività di Carte Noire in Europa: in particolare il caffè macinato e in grani, le cialde e le capsule compatibili Nespresso. L'accordo include anche la licenza di 5 anni del marchio Senseo in Austria mentre non sono comprese le capsule Tassimo e, per i primi due anni, il caffè solubile e i prodotti per il canale 'fuori casa'. Lavazza acquisirà lo stabilimento di Laverune, nel sud della Francia, e integrerà i 300 dipendenti dell'azienda francese. "Nessun taglio del personale", ha assicurato Baravalle.


L'operazione è stata finanziata in parte con la plusvalenza lorda di circa 850 milioni derivata dalla cessione dell'intera quota detenuta in Keurig Green Mountain, in parte con il finanziamento ottenuto da un pool di quattro banche - Intesa Sanpaolo, Bnl-Bnp Paribas, Rabobank e Unicredit - per 400 milioni di euro a medio termine. Il closing è avvenuto il 29 febbraio, dopo l'approvazione dell'Autorità francese della concorrenza e della Commissione Europea. "L'acquisizione di Carte Noir – ha sottolineato l'amministratore delegato della Lavazza, Antonio Baravalle - unisce due aziende simili per storia, livello di margine e cultura della qualità. Allo stesso modo la complementarietà dei rispettivi segmenti di consumo apre la strada a grandi potenzialità di sviluppo". Baravalle ha ricordato che nel 2015 il gruppo ha investito un miliardo di euro: ha acquisito da Jde il marchio Merrild, che opera in Danimarca e nei Paesi Bassi, e ha rilevato le attività di distribuzione in Australia con la costituzione di una nuova consociata di gruppo.


"E' un progetto di crescita che prevede per il futuro significativi investimenti in ricerca e sviluppo, più che raddoppiati tra il 2009 e il 2014", ha sottolineato Marco Lavazza. Tra le iniziative il nuovo centro direzionale a Torino che sarà inaugurato all'inizio del prossimo anno.

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