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Marcia di protesta No Tav abbatte reti e si ferma davanti al cantiere: la polizia denuncia una ventina di manifestanti

marcia in Val susa

Marcia di protesta No Tav abbatte reti e si ferma davanti al cantiere: la polizia denuncia una ventina di manifestanti

Abbattuta la recinzione i manifestanti si sono fermati davanti al cordone della polizia

TORINO, 28 luglio 2018, 12:58

Redazione ANSA

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Marcia No Tav abbatte reti e si ferma davanti cantiere - RIPRODUZIONE RISERVATA

Marcia No Tav abbatte reti e si ferma davanti cantiere - RIPRODUZIONE RISERVATA
Marcia No Tav abbatte reti e si ferma davanti cantiere - RIPRODUZIONE RISERVATA

Marcia del movimento No Tav al cantiere della Torino-Lione di Chiomonte, in Valle di Susa. Tra loro anche famiglie e bambini. Il corteo, sotto la pioggia, è arrivato a circa 150 metri dal cantiere. I partecipanti, oltre un migliaio, hanno abbattuto una recinzione messa lungo il sentiero e si sono fermanti al 'campo delle bandiere', davanti al cordone della polizia.

"Un risultato straordinario - si legge sulla pagina Facebook degli organizzatori - Siamo riusciti a proseguire lungo il sentiero e ad avvicinarci al cantiere come non succedeva da tempo".

Ora i manifestanti stanno facendo ritorno a Venaus per il festival 'Alta Felicità', tradizionale appuntamento No Tav in Valle di Susa. 

Una ventina di manifestanti No Tav sono stati denunciati dalla polizia. Danneggiamento e inottemperanza a provvedimento dell'autorità - l'inibizione dell'area invasa nei pressi del cantiere della Torino-Lione disposta dal prefetto di Torino - le accuse nei loro confronti. Lo rende noto la Questura di Torino, precisando anche che il corteo non era autorizzato.

I manifestanti denunciati hanno utilizzato un flessibile per abbattere la recinzione posta a protezione del cantiere lungo i sentieri della Valle Clarea. Erano presenti - informa sempre la Questura di Torino - alcuni esponenti del centro sociale Askatasuna di Torino di recente liberati dagli arresti domiciliari e sottoposti ad altre misure cautelari nell'ambito dell'inchiesta sugli scontri del Primo Maggio 2017 a Torino.

 

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