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Coronavirus: giustizia ferma fino al 31 maggio

Coronavirus: giustizia ferma fino al 31 maggio

In Italia i malati sono 3.916, 197 i morti, 523 i guariti

BRUXELLES, 07 marzo 2020, 10:27

Redazione ANSA

ANSACheck

Una delle sezione del tribunale nel Palazzo di Giustizia di Napoli interdetta al pubblico - RIPRODUZIONE RISERVATA

Una delle sezione del tribunale nel Palazzo di Giustizia di Napoli interdetta al pubblico - RIPRODUZIONE RISERVATA
Una delle sezione del tribunale nel Palazzo di Giustizia di Napoli interdetta al pubblico - RIPRODUZIONE RISERVATA

La giustizia si ferma per il coronavirus fino al 31 maggio. Uno stop di due mesi e mezzo, il più lungo deciso finora dal governo. A mettere il sigillo è il decreto del ministro Alfonso Bonafede, che si sta definendo a Palazzo Chigi e che impone restrizioni a tribunali e procure in tutt'Italia.

Sono 3.916 i malati per coronavirus in Italia, con un incremento di 620 persone in più rispetto a giovedì e 197 i morti, 49 in più. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile.

Intanto, si è appreso che un poliziotto della scorta di Matteo Salvini risulta positivo al coronavirus.  Si tratta di un uomo della scorta della seconda auto, quella che accompagna la vettura dell'ex ministro. Le stesse fonti precisano che il segretario si trova in ottime condizioni fisiche e che è eventualmente disponibile a sottoporsi al tampone qualora che autorità sanitarie lo richiedessero. Cosa che fin'ora non è accaduta.

In arrivo 5mila impianti per la ventilazione assistita per potenziare i reparti di terapia intensiva. Secondo quanto previsto dalla bozza del decreto sulla sanità sul tavolo del Consiglio dei ministri, per gestire i pazienti critici contagiati dal Coronavirus gli acquisti saranno affidati alla Protezione Civile che potrà procedere, attraverso Consip, in deroga alle procedure ordinarie per gli appalti e quindi in modo più rapido. Per questi acquisti sono previsti 185 milioni che però al momento avrebbero ancora problemi di coperture.

Dai dati della Protezione Civile emerge che sono 2.008 i malati in Lombardia, 816 in Emilia Romagna, 454 in Veneto, 139 in Piemonte, 155 nelle Marche, 57 in Campania, 24 in Liguria, 78 in Toscana, 50 nel Lazio, 28 in Friuli Venezia Giulia, 22 in Sicilia, 15 in Puglia, 9 in Abruzzo, 10 in Trentino, 12 in Molise, 16 in Umbria, 4 in provincia di Bolzano, 4 in Calabria, 5 in Sardegna, 3 in Basilicata, e 7 in Valle d'Aosta. Le vittime sono 135 in Lombardia (37 in più di ieri), 37 in Emilia Romagna (+7), 12 in Veneto (+2), 4 nelle Marche, 4 in Piemonte (+2) 3 in Liguria e uno in Lazio e Puglia. Complessivamente sono finora 4.636 i contagiati totali dal coronavirus, comprese le vittime e le persone guarite. Quanto ai tamponi, ne sono stati eseguiti 36.359, dei quali oltre quasi 30mila in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

"E' molto importante che noi siamo un Paese pilota; come vedete dai dati, anche europei, altri Paesi sono in una fase della curva epidemica più precoce rispetto a quella che viviamo noi, ma è uno scenario che dovremo prepararci ad affrontare come uno scenario europeo". Così rispondendo all'ANSA il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro, dopo la quotidiana conferenza stampa alla Protezione civile a Roma.

Sono 523 i guariti dal coronavirus in Italia, 109 in più rispetto a ieri.

"Non c'è al momento alcun segnale che ci dica che in estate il coronavirus sparirà come una normale influenza". Lo ha detto il dottor Mike Ryan dell'Oms, nel briefing quotidiano sull'epidemia.

"Tra il personale sanitario esposto, si tratta di una quota sopra le 200-250 persone, che vengono valutate, sia positivi che contatti stretti: nei prossimi giorni avremo un quadro più preciso" ha anche detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro rispondendo a una domanda. "E' decisivo avere personale sanitario in linea per la qualità dell'assistenza", ha aggiunto.

"Sono 462 i malati ricoverati in terapia intensiva per coronavirus, 111 in più rispetto a giovedì ha evidenziato Borrelli. Di questi 462 ben 309 sono in Lombardia, che ha avuto un incremento in un giorno di 65 casi. Sono invece 2.394 i malati con sintomi ricoverati e 1.060 quelli in isolamento domiciliare.

In generale, il numero di malati di coronavirus in Italia è aumentato del 18,8% da giovedì passando da 3.296 a 3.916 (+620). I morti sono aumentati del 33,1% passando da 148 a 197 (+49). Rispetto al totale dei contagiati la percentuale di morti è del 4,25%. È quanto risulta dai dati resi noti dalla Protezione Civile. I guariti sono aumentati nelle ultime 24 ore del 26,3% (+109 passando da 414 a 523 persone), con un'incidenza sul totale dell'11,28%. Infine, l'aumento dei malati in terapia intensiva è del 31,7% (+111, passando da 351 a 462 ricoverati).

"La situazione varia a livello geografico e le misure devono essere proporzionate alla luce della situazione specifica a cui si riferiscono. Al momento l'Italia è il paese più colpito dall'epidemia tra tutti gli stati membri e sta adottando misure specifiche. Queste misure devono essere viste e analizzate alla luce della situazione alla quale si riferiscono che in questo caso è seria", in "alcune zone dell'Italia". Così il Commissario europeo alla Gestione della crisi Janez Lenarcic. "Altri paesi dovrebbero guardare all'esperienza italiana e prepararsi, potrebbero esserci situazioni simili in Europa presto", aggiunge.

Tra sabato e domenica il presidente del Consiglio firmerà molto probabilmente un nuovo Dpcm contenente le indicazioni sulle nuove zone rosse. Una di queste potrebbe essere quella della Bergamasca - nel capoluogo sono risultati positivi anche il prefetto e il questore - che ricade sotto i comuni dei Nembro e Alzano Lombardo, un'area dove vivono 25mila cittadini. E il governo dovrà anche decidere se prolungare o meno l'isolamento delle aree già in quarantena. "Stiamo valutando una serie di misure da prendere in generale nella regione, come nelle altre zone a rischio", ha detto il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro auspicando che vengano valutate delle misure sanzionatorie per chi viola la quarantena o le regole sanitarie diffuse in questi giorni. "Non è una bravata - ha detto - stiamo studiando eventuali conseguenze per un atto di questo tipo".

   

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