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Ok dal Parlamento alle missioni. Tajani: 'Aspides è difensiva'

Ok dal Parlamento alle missioni. Tajani: 'Aspides è difensiva'

Via libera bipartisan. Maggioranza elimina scoglio, vota anche M5s. Scintille Tajani-Pd

ROMA, 06 marzo 2024, 12:30

di Marcello Campo

ANSACheck
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Camera - RIPRODUZIONE RISERVATA

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Camera - RIPRODUZIONE RISERVATA

Con una maggioranza larghissima il Parlamento ha autorizzato diverse missioni internazionali, tra cui quella europea Aspides. Il via libera all'operazione "scudo" a difesa delle navi commerciali dagli attacchi degli Houthi, è stato il frutto di un'intesa raggiunta all'ultimo momento tra il governo e le opposizioni su alcuni punti fermi condivisi. Hanno votato contro solo i parlamentari dell'alleanza Verdi e Sinistra, convinti che questa missione sia "ambigua e potenzialmente offensiva", come ha detto al Senato, il capogruppo Avs Peppe De Cristofaro.

Sono state le parole del ministro degli Esteri, Antonio Tajani a rimuovere gli ultimi scogli sulla via dell'accordo bipartisan, mettendo nero su bianco alcuni passaggi chiarificatori, come richiesto dal Pd e dai Cinque Stelle. Nel suo intervento alla Camera, ha assicurato che l'operazione "sarà difensiva, mai offensiva". Con la maggioranza che ha cancellato dal testo in votazione quell'"eminentemente" che aveva creato più di un imbarazzo. Quell'avverbio , ha chiarito, "compare solo in una scheda e deve essere interpretato come un rafforzativo". A sancire il clima di condivisione, sempre Tajani ha annunciato il parere favorevole del governo ai testi presentati dal Pd, M5s, Iv e Azione.

Insomma, alla fine tutti contenti, malgrado la seduta a Montecitorio abbia vissuto qualche momento di tensione, in particolare tra il vicepremier e Lia Quartapelle. L'esponente del Pd ha criticato il titolare della Farnesina su due fronti: la prima accusa è stata quella di non aver coinvolto il Parlamento a sufficienza; la seconda, di aver agito in modo non adeguatamente rapido a fronte della minaccia dei ribelli yemeniti al traffico marittimo. Appunti a cui Tajani ha risposto con vigore: "Voglio rispedire al mittente l'accusa di non essere stato presente. E' l'11esima volta che vengo qui davanti a voi a parlare di questi temi". Quindi, sui tempi di reazione, ha chiarito che i ritardi sono da attribuire ai dissensi interni dell'Unione europea, non certo al governo. "Siamo stati i primi a voler intervenire. Poi c'è stata una serie di riunioni a Bruxelles che non hanno portato all'approvazione finale. Insomma - ha tagliato corto - non dipende certamente da noi l'ordine del giorno dell'Europa".

Quanto alle regole di ingaggio, Tajani ha illustrato paletti chiari: "Aspides non potrà intraprendere azioni di tipo preventivo, mai offensive. L'azione difensiva non vuol dire semplice accompagnamento delle navi ma prevede anche la possibilità di reagire in modo militare, com'è accaduto con il drone contro la Caio Duilio". Tajani quindi ha usato la formula di "autodifesa estesa", cioè della possibilità di "neutralizzare attacchi", ma solo con "risposte necessarie e proporzionate e sempre in mare e nello spazio aereo. Mai sulla terra ferma. Aspides - ha concluso - non è diretta contro nessuno, ma a difesa di un principio: la libertà e la sicurezza della navigazione. Solo facendo rispettare questo principio è possibile assicurare sicurezza e benessere alla regione".

Molto soddisfatto il Movimento Cinque Stelle che interpreta il testo su cui s'è votato una sua vittoria politica: "Dopo una lunga trattativa con il governo - ha sostenuto il senatore pentastellato Bruno Marton - siamo riusciti a spuntarla e a ottenere, messo nero su bianco, che la missione Aspides avesse una natura soltanto difensiva. Un passaggio che reputiamo indispensabile per scongiurare un'escalation militare in una parte del mondo già martoriata".

Anche il Pd rivendica il proprio appoggio a una missione che cerca di garantire la sicurezza della navigazione, ma critica il governo per aver bocciato la sua risoluzione su Gaza: "Avevamo chiesto che nella missione Levante - ha sottolineato la capogruppo dem alla Camera, Chiara Braga - ci fosse il ripristino dei fondi per le Ong italiane che operano in Palestina e in Israele, così come i contributi all'Unrwa per consentire agli operatori di pace di aiutare concretamente la popolazione. Colpisce la reazione di chiusura del governo soprattutto alla luce delle parole del ministro Tajani che a proposito della situazione a Gaza aveva parlato di 'catastrofe umanitaria'". 

 

 

 

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