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Piantedosi: 'Nessun disegno del governo per reprimere il dissenso'

Piantedosi: 'Nessun disegno del governo per reprimere il dissenso'

Ministro dell'interno Piantedosi al question time: 'Non cambiano le regole sull'ordine pubblico improntate a cautela'

ROMA, 21 febbraio 2024, 17:34

Redazione ANSA

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Il ministro dell 'Interno Matteo Piantedosi in aula alla Camera durante il Question Time - RIPRODUZIONE RISERVATA

Il ministro dell 'Interno Matteo Piantedosi in aula alla Camera durante il Question Time -     RIPRODUZIONE RISERVATA
Il ministro dell 'Interno Matteo Piantedosi in aula alla Camera durante il Question Time - RIPRODUZIONE RISERVATA

"Va subito respinta ogni suggestione che vi sia un disegno del Governo per reprimere il dissenso politico e che questo disegno sia eseguito dalle forze di polizia nel corso dei servizi di ordine pubblico". Così il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, rispondendo al question time alla Camera. "Non vi è, e mai vi potrà essere - ha aggiunto Piantedosi - alcuna direttiva ministeriale in tal senso e, neanche, indicazioni volte a cambiare le regole operative di gestione dell'ordine pubblico, da sempre improntate a cautela, equilibrio e professionalità, a prescindere dal colore politico del Governo in carica".

L'intervento della Polizia di Stato per identificare i partecipanti alla manifestazione per commemorare Aleksei Navalny a Milano "è stato improntato esclusivamente all'esigenza di assicurare che vi fossero tutte le condizioni di sicurezza per lo svolgimento della manifestazione, a garanzia degli stessi partecipanti, a fronte di informazioni molto sommarie e poco precise circa l'identificazione del promotore e le modalità di svolgimento contenute nel preavviso ricevuto. Solo per questi motivi, e non palesandosi il promotore, gli operatori procedevano all'identificazione delle persone presenti all'iniziativa". Così il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, rispondendo al question time alla Camera. "Non vi è - ha sottolineato Piantedosi - alcuna direttiva ministeriale a cui si sia riferita tale scelta operativa, legittima, poiché l'identificazione è una prerogativa delle forze di polizia sempre affidata alla scelta del personale in servizio e alla sensibile valutazione del contesto operativo e, anche nel caso in questione, non aveva evidentemente alcuna finalità di impedire o ostacolare il libero esercizio dell'iniziativa, ma, anzi, di garantirne l'ordinato svolgimento. Stante questa finalità, in tali frangenti, una scelta che può apparire troppo zelante è comunque da preferire a un atteggiamento che, altrimenti, potrebbe rischiare qualche sottovalutazione".
   

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