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Dl elezioni: ok del Senato per il voto anche lunedì

Il provvedimento è approvato in via definitiva, un solo contrario

   Via libera definitivo dell'Aula del Senato al decreto legge con cui si dispone che le operazioni di votazione per le consultazioni elettorali e referendarie del 2023 si svolgano - oltre che nella giornata di domenica, dalle ore 7 alle ore 23 - anche nella giornata di lunedì, dalle ore 7 alle ore 15. I voti a favore sono stati 146, un contrario e nessun astenuto. I presenti erano 148, i votanti 147.

"L' estensione delle giornate di voto per il 2023 deve segnare l'inizio di una seria discussione sui disegni di legge già incardinati in Commissione, come quelli sul voto dei fuori sede e sulla democrazia interna dei partiti, per assicurare solidità e legittimazione alla nostra democrazia.
    Soltanto una democrazia partecipata può svolgere quella funzione emancipante che la Costituzione le assegna". Lo ha dichiarato il senatore Andrea Giorgis, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali, intervenendo in Aula in dichiarazione di voto.   

"In un bellissimo libricino che la Presidenza del Consiglio dei ministri pubblicato nel maggio 2022, dal titolo "Per la partecipazione dei cittadini", a pagina 22, si scrive che per cercare di incentivare la gente a partecipare al voto si propone di includere nell'election day anche la giornata del lunedì. Quindi c'erano queste buone intenzioni, però poi non abbiamo capito perché, quando sono state convocate le elezioni politiche, sia rimasta solo la domenica". Così in Aula al Senato il presidente dei senatori della Lega, Massimiliano Romeo, interviene nel corso dell'esame del dl elezioni.
    "La Presidenza del Consiglio - aggiungi - scriveva una cosa e poi, all'atto pratico, ne faceva un'altra; noi invece, con molta coerenza, teniamo fede a quel lavoro che era stato fatto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e rendiamo operativa una cosa che ormai penso che possano capire tutti: votando un giorno in più fino alle ore 15, ci sono buone possibilità che la gente vada più volentieri a votare e possa recuperare. Abbiamo dato sostanzialmente concretezza a una previsione di democrazia, senza calcoli elettorali". 
   

 "Quello in discussione oggi è un decreto che ha validità annuale e che il governo ha licenziato in tempi rapidi. Ma è anche l'occasione per riflettere sull'opportunità di estendere in maniera stabile il tempo del voto. Votiamo convintamente questa misura, perché la percentuale degli astenuti è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni. E ci battiamo per allargare il più possibile la partecipazione degli italiani. La facoltà di poter votare anche il lunedì potrà dare il suo contributo ed è un buon segnale che sarà seguito da altri interventi per il ritorno a una vera sovranità dei cittadini. Questo governo sta lavorando, infatti, ad altri interventi. Cito, ad esempio, il ritorno all'elezione diretta dei presidenti delle province. Il centrodestra andrà avanti su questo con buona pace della sinistra che ha sostenuto la riforma Delrio, un provvedimento che ha privato gli italiani di esercitare il sacrosanto diritto-dovere di eleggere i suoi rappresentanti". Lo dichiara in Aula il senatore di Fratelli d'Italia, Andrea De Priamo.

"La vera libertà è la democrazia, è il voto. Votare non è mai tempo perso, per questo noi siamo a favore del decreto; un provvedimento che ha un valore politico, democratico e partecipativo". Lo ha detto il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri intervenendo in Aula nel corso delle dichiarazioni di voto sul dl Elezioni.
    "Bene ha fatto il governo a ripristinare un arco temporale più ampio di apertura delle urne, che può essere motivo valido per agevolare una maggiore partecipazione. Ma la politica deve riflettere su se stessa, fare autocritica e coinvolgere maggiormente i cittadini. Nelle democrazie mature - ha proseguito - il voto degli elettori è andato calando, ma è anche vero che quando le elezioni hanno una importanza maggiore la partecipazione cresce. La politica deve saper fare proposte e dare soluzioni, non è la durata dell'apertura dei seggi che determina la qualità della democrazia. Ricordiamoci che la qualità e la partecipazione alla politica si ottengono coinvolgendo i cittadini". 
   

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