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Pd cerca intesa su voto online, Letta non vuole forzature 

Pd cerca intesa su voto online, Letta non vuole forzature 

Questa mattina c' è stato l'incontro tra la segreteria e gli sherpa dei quattro candidati al Congresso. Si rischia il muro contro muro e la conta in direzione 

ROMA, 10 gennaio 2023, 20:47

Redazione ANSA

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(Archivio) - RIPRODUZIONE RISERVATA

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Scongiurare la conta interna sul voto online e, dunque, una spaccatura netta nel partito. Alla vigilia della direzione dem, che dovrà ratificare il regolamento per le nuove primarie, la girandola di riunioni e telefonate tra i candidati e il Nazareno ha l'arduo compito di arrivare alla riunione con un pacchetto di proposte condivise: "Stiamo trattando alla ricerca di una soluzione unitaria", fa sapere la segreteria in serata. Quando l'accordo sperato è ancora un work in progress. Il Nazareno non sosterrà proposte "che non siano sostenute da tutti" e avverte: "Niente forzature e niente lacerazioni. Serve senso di responsabilità per non guastare un percorso con fratture che in questo momento vanno assolutamente evitate".

Nella sede del Pd nazionale, i rappresentanti dei quattro candidati (Stefano Bonaccini, Gianni Cuperlo, Paola De Micheli e Elly Schlein) si incontrano sia al mattino, sia nel tardo pomeriggio. Tra i due round, si inseriscono le esternazioni della segreteria nazionale e un giro di telefonate del segretario Enrico Letta con i diretti interessati. "L'obiettivo, in linea con il profilo di terzietà e garanzia che Letta intende mantenere, è arrivare alla direzione con una soluzione condivisa tra tutti i candidati sulle regole del Congresso e la data delle primarie - spiega il Nazareno -. Questa è stata fin dall'inizio la nostra stella polare". Nel chiacchiericcio del Transatlantico come ipotesi di mediazione tra le parti si parla di voto on line solo per gli iscritti, ma nel corso dell'ultima riunione serale uno dei partecipanti, uscendo, prospetta anche una possibile fumata nera: "Per ora è ancora muro contro muro. Speriamo che la notte porti consiglio...".

Se sullo slittamento delle primarie dal 19 al 26 di febbraio (per non accavallarsi con le regionali) si è raggiunta un'intesa nei fatti, è la proposta di Schlein di aprire ad una partecipazione anche on line a non trovare condivisione. "Non si cambiano le regole a gioco in corso", il refrain tra i suoi competitor. Ma i sostenitori della deputata sono fiduciosi che, andando al voto in direzione (con un odg o un emendamento), riusciranno comunque a conquistare la maggioranza. Uno scenario del genere provocherebbe una spaccatura interna difficile da rimarginare ed, in ogni caso, tutte regole licenziate dalla direzione dovrebbero ripassare per l'assemblea. Chiara Gribaudo, sostenitrice di Schlein si dice "personalmente favorevole alle primarie online. Quello che non mi piace è il dibattito mediatico". Anche Alessandro Zan, della stessa mozione, si augura "che la direzione Pd decida per il voto anche online".

Sui temi è il lavoro il filo conduttore tra i candidati: Bonaccini rilancia sul salario minimo legale; Schlein guarda a un "nuovo modello di sviluppo per i territori che non metta in più in contraddizione fra il diritto al lavoro e quello alla salute"; la prima proposta dell'ex ministra De Micheli è "stipendi più alti e riduzione del cuneo fiscale". Interviene anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: "In questi anni si è determinata una rottura fra il mondo del lavoro e la politica. E questo penso sia il tema politico di cui si devono occupare".

 

   

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