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Il piano migranti dell'Ue. Ricollocamenti e salvataggi dei migranti

Il piano migranti dell'Ue. Ricollocamenti e salvataggi dei migranti

Venti misure divise su "tre pilastri" d'intervento. Si punta a ridurre le partenze anche in virtù dei piani di sviluppo finanziati con quasi 600 milioni di euro del fondo Ndici-Global Europe negli anni 2021-2023

BRUXELLES, 21 novembre 2022, 17:37

Redazione ANSA

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Migranti in mare, 4 morti e due dispersi (Archivio) © ANSA/EPA

Migranti in mare, 4 morti e due dispersi (Archivio) © ANSA/EPA
Migranti in mare, 4 morti e due dispersi (Archivio) © ANSA/EPA

 Venti misure divise su "tre pilastri" d'intervento. Il piano d'azione per il Mediterraneo Centrale, ovvero la rotta d'ingresso nell'Ue che più impatta sull'Italia, è una raccolta di proposte non strettamente 'nuove' ma che punta a generare un rinnovato slancio da parte dei 27 Stati membri per affrontare l'emergenza sbarchi. Ecco le parti salienti.
    * "Collaborazione con i Paesi partner e le organizzazioni internazionali". In questo capitolo sono raccolti 13 passi per ridurre le partenze, anche in virtù dei piani di sviluppo finanziati con quasi 600 milioni di euro del fondo Ndici-Global Europe negli anni 2021-2023. Previsto "l'avvio, entro la fine dell'anno, dell'iniziativa 'Team Europe' per combinare le attività degli Stati membri con la cooperazione e il coordinamento a livello dell'Ue", nonché "il miglioramento delle capacità di Tunisia, Egitto e Libia per sviluppare azioni congiunte mirate a prevenire le partenze irregolari". Si prevede poi di "dare priorità all'attuazione del Programma regionale di sviluppo e protezione in Nord Africa e Niger per rafforzare la capacità di protezione delle istituzioni nazionali per la registrazione e la determinazione dello status di rifugiato".
    Allo stesso tempo si vuole "accelerare l'attivazione dei partenariati per i talenti con Tunisia, Egitto e Bangladesh" in modo da favorire l'immigrazione regolare sulla base delle esigenze del mercato del lavoro.
    * "Approccio più coordinato alla ricerca e al salvataggio".
    Il secondo pilastro raccoglie quattro proposte tese a migliorare il coordinamento fra gli Stati membri superando le difficoltà attuali fra i Paesi costieri e i Paesi in cui sono registrate le navi di salvataggio, "anche al fine di facilitare una migliore cooperazione tra gli Stati membri e le navi di proprietà o gestite da soggetti privati". In pratica è la sezione dedicata alle Ong e al codice etico chiesto dall'Italia. Il punto saliente è il 17: "promuovere discussioni in seno all'Organizzazione marittima internazionale sulla necessità di un quadro specifico e di linee guida per le navi che si dedicano in modo particolare alle attività di ricerca e salvataggio, in particolare alla luce degli sviluppi nel contesto europeo".
    * "Attuazione del meccanismo volontario di solidarietà". La sezione raccoglie i tre punti restanti e in primis si propone di "rivedere le procedure operative standard per la ricollocazione per ottenere procedure più efficienti e rapide, anche per fornire un sostegno rapido agli Stati membri che ricevono arrivi via mare". In pratica si deve andare più in fretta, riducendo i colli di bottiglia, in modo che i ricollocamenti vadano più spediti. Nell'attesa che da volontari diventino strutturali, quando il Patto sulla migrazione verrà approvato dai 27.
   

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