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25 aprile: dal Nord al Sud un'escalation di atti vandalici

25 aprile: dal Nord al Sud un'escalation di atti vandalici

Tra striscioni fascisti, corone incendiate e lapidi sfregiate

ROMA, 25 aprile 2019, 20:45

Redazione ANSA

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La lapide di piazza dell 'Unità dedicata alla battaglia che ricorda gli 11 partigiani della Bolognina caduti in battaglia o fucilati dai nazifascisti nel 1944 sfregiata più volte - RIPRODUZIONE RISERVATA

La lapide di piazza dell 'Unità dedicata alla battaglia che ricorda gli 11 partigiani della  Bolognina caduti in battaglia o fucilati dai nazifascisti nel 1944 sfregiata  più volte - RIPRODUZIONE RISERVATA
La lapide di piazza dell 'Unità dedicata alla battaglia che ricorda gli 11 partigiani della Bolognina caduti in battaglia o fucilati dai nazifascisti nel 1944 sfregiata più volte - RIPRODUZIONE RISERVATA

 Un 25 aprile deturpato da incendi e scritte contro i simboli e i ricordi della Resistenza. Da Milano a Roma, fino a Marsala, sono diversi gli episodi vandalici di stampo fascista che hanno segnato il 75esimo anniversario della Liberazione. Tra gli episodi più gravi, l'incendio appiccato la notte del 25 aprile alla corona posta accanto alla lapide che a Milano ricorda il partigiano Carlo Ciocca. I danni sono stati limitati alla sola lapide che si trova nel popolare quartiere Stadera e ad appiccare il fuoco con un accendino sarebbe stata una persona vista allontanarsi in fretta.

A Roma, invece, un incendio è divampato la scorsa notte alla 'Pecora Elettrica', caffetteria-libreria alla periferia della Capitale, uno storico luogo di ritrovo dichiaratamente antifascista. Dalle prime verifiche sembrerebbe che le fiamme siano divampate dall'esterno, dunque resta attendibile l'ipotesi che si tratti di un incendio doloso. E sul Grande raccordo anulare poche ore prima era comparso uno striscione dalla scritta "25 aprile: il nostro onore. La vostra eterna sconfitta. Noi non abbiamo tradito!", affisso a una barriera anti-rumore con il simbolo di 'Azione Frontale'. Sempre nella Capitale, durante le celebrazioni, si è svolto un sit-in dei movimenti di estrema destra con bandiere della 'Repubblica Sociale', croci celtiche e lo striscione dalla scritta 'Mai più antifascismo', in concomitanza con le varie celebrazioni della Liberazione nel resto della città.

Svastiche e croci celtiche sono apparse invece sui muri del centro storico di Marsala. Alcune di queste sono comparse in via Andrea D'Anna, a circa 150 metri di distanza da largo San Girolamo, dove una lapide ricorda i partigiani marsalesi morti, in combattimento o fucilati, tra il 1943 e il '45. Al palazzo comunale di Scarlino, nel Grossetano, è stata imbrattata con vernice spray la lapide in memoria del partigiano Flavio Agresti, medaglia d'oro al valor militare. Già alla vigilia della festa della Liberazione un episodio analogo si era verificato a Bologna, dove è stata danneggiata la lapide di piazza dell'Unità, che ricorda gli undici partigiani della Bolognina caduti in battaglia o fucilati dai nazifascisti nel 1944 e che negli anni è stata sfregiata più volte.

Era stata invece appena inaugurata, lo scorso 14 aprile, la statua data alle fiamme solo qualche giorno fa nel Milanese, a Vighignolo: rendeva omaggio a una staffetta partigiana, Giulia Lombardi, uccisa a 22 anni durante una rappresaglia fascista mentre stava andando a lavorare in una filanda.
   

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