/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Migranti: Ue-Italia, prova di forza sull'intesa con la Turchia

Migranti: Ue-Italia, prova di forza sull'intesa con la Turchia

Roma blocca stanziamento 3 mld ad Ankara per gestione dei migranti

20 gennaio 2016, 10:57

Redazione ANSA

ANSACheck

La cancelliera Angela Merkel © ANSA/AP

La cancelliera Angela Merkel © ANSA/AP
La cancelliera Angela Merkel © ANSA/AP

L'Italia è rimasto l'unico Paese Ue a bloccare apertamente l'accordo sulla ripartizione dei contributi tra la Commissione Ue ed i Paesi membri dei 3 miliardi destinati alla Turchia per la gestione dei rifugiati. A spingere sulla piena applicazione dell'accordo è in particolare Angela Merkel, che proprio sulla crisi dei migranti si gioca molto: dopo i fatti di Colonia, anche i suoi partner politici le hanno dato l'ultimatum, perché gli arrivi in Germania continuano ad essere tra i duemila ed i tremila al giorno.

Sotto il peso della pressione migratoria cinque Paesi hanno sospeso l'accordo di Schengen - Austria, Germania, Svezia, Danimarca e Norvegia - e anche per questo la piena attuazione dell'accordo con Ankara viene considerata "centrale".

I tre miliardi destinati alla Turchia dovrebbero servire a garantire migliori condizioni di vita per i profughi siriani in Turchia, permettendo l'accesso al sistema sanitario e scolastico e la possibilità di lavorare.

Lo schema di ripartizione ipotizzato fino ad oggi prevede un contributo dal budget europeo di un miliardo, mentre gli altri due dovrebbero arrivare dagli Stati membri, con un escamotage tecnico per bypassare le difficoltà politiche di Cipro. L'Italia vuole invece che tutti e tre i miliardi arrivino dal budget europeo e chiede di sapere in che modo saranno spesi.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza