Cultura

Polittico di Gentile ispirato dai paesaggi Fabriano, studio

In incontro Fond. Merloni, indagine botanica e del suolo Univpm

(ANSA) - FABRIANO (ANCONA), 09 LUG - L'arte di Gentile da Fabriano svelata da fiori e suolo, questo l'incontro promosso dalla Fondazione Aristide Merloni di Fabriano in collaborazione con l'Università Politecnica delle Marche su uno studio sul Polittico di Valleromita (1410-1412) custodito nella Pinacoteca di Brera. Per verificare l'ipotesi che il luogo di ispirazione dei prati fioriti ai piedi dei santi nel polittico possa trovarsi nell'area dell'Eremo di Santa Maria di Valdisasso, dove si trova una copia del dipinto, "è stato condotto uno studio botanico e pedologico dei docenti Marina Allegrezza e Giuseppe Corti. Lo studio si è focalizzato in quest'area perché nota a Gentile da Fabriano, ma anche perché ancora oggi ospita condizioni analoghe a quelle raffigurate nel polittico", premettono dalla Fondazione. E le conclusioni dell'indagine dimostrano che il capolavoro è stato dipinto ispirato dai paesaggi di Fabriano. "L'analisi floristica, seppur preliminare, ha permesso di identificare con discreta sicurezza 18 specie di cui 7 ancora dubbie. Sulla base del periodo di fioritura delle entità che nel polittico risultano fiorite si può desumere che l'opera sia stata realizzata nel periodo riconducibile ad aprile-maggio. Per quanto riguarda il luogo o i luoghi che potrebbero aver ispirato il pittore, sulla base dei risultati ottenuti si ipotizza che per le pale di San Girolamo, San Francesco d'Assisi, San Domenico e Santa Maria Maddalena il pittore possa essersi ispirato ai prati del Rogedano di Fabriano in cui 10 delle 18 specie identificate nel dipinto sono attualmente comuni. Invece, per la pala di una delle cuspidi raffigurante un santo francescano (Sant'Antonio da Padova o San Tommaso d'Aquino) l'ipotesi è che sia stata realizzata nei pressi dell'Eremo. L'ipotesi dell'ambientazione dei prati fioriti del Monte Rogedano a Fabriano "è avvalorata dalle analisi del suolo le quali indicano che, nel periodo in cui Gentile da Fabriano dipingeva il polittico di Valleromita, quelle aree ospitavano un pascolo maturo del tutto analogo all'attuale da almeno otto secoli". (ANSA).
   

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