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Migranti: a Pozzallo frasi razziste durante lo sbarco dalla Sea Eye

Il sindaco: 'Gli idioti ci sono dappertutto, sarà stato un caso frainteso. Qua c'è solidarietà e umanità'

Frasi razziste durante le operazioni di sbarco ed i controlli medici - con i tamponi per il Covid - dei 414 migranti della Sea Eye 4 arrivati oggi a Pozzallo. Lo denuncia il responsabile delle operazioni della ong tedesca Jan Ribbeck, affermando anche che "dei bambini piccoli stanno urlando e piangendo" e invitando la Guardia costiera a "garantire un'azione dignitosa e proporzionata".

"Gli idioti ci sono dappertutto, magari ci sarà stato un caso frainteso, ma quello che è successo, se è successo, a Pozzallo non è stato un episodio di razzismo", ha commentato il sindaco Roberto Ammatuna all'ANSA alla luce delle dichiarazioni della ong tedesca, che ha parlato anche di "commenti razzisti delle autorità locali". "Qui c'è una macchina umanitaria collaudata, che funziona perfettamente su tutti i fronti, soprattutto quello umanitario. Qui c'è grande sensibilità, solidarietà, serenità e umanità", ha aggiunto il sindaco, interpellato anche sui tamponi nasali che, a quanto riferito da Sea Eye, "sono stati ottenuti da un bambino di 8 mesi e da bambini piccoli mentre piangevano". "È la norma che viene applicata", ha chiarito Ammatuna, che presente durante le operazioni.  

A bordo della sea Eye ci sono anche 150 minori, soccorsi nei giorni scorsi nel Mediterraneo. La nave della Ong ha ottenuto l'autorizzazione allo sbarco in un porto sicuro mercoledì scorso, in seguito all'evacuazione per motivi sanitari di un giovane avvenuta con una motovedetta della Capitaneria di porto al largo di Palermo.

I migranti, una volta sottoposti a controlli medici e al tampone, saranno trasferiti per un periodo di quarantena a bordo della nave Aurelia, che già ieri ha raggiunto il porto di Pozzallo. I minori non accompagnati saranno invece trasferiti in un centro di accoglienza in provincia di Ragusa.

La nave, prima di approdare nel Ragusano, ha dovuto fare il giro della Sicilia: inizialmente si era infatti diretta verso il porto di Palermo per poi fare rotta verso est lungo la costa jonica dopo avere ottenuto dalle autorità italiane un porto sicuro che era stato invece negato da quelle maltesi. 

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