Coronavirus: Palermo rispetta regole, strade vuote

Gente in fila ai market. La spiaggia di Mondello bellissima e deserta

 (di Ruggero Farkas)                                                                                                                                                                                      Palermo ha paura e rispetta le regole. Oggi dopo le nuove misure più severe a causa del coronavirus dettate dal governatore Musumeci strade vuote, un po' più gente in fila davanti al panificio o al market, persone quasi tutte con mascherine e a una distanza di 4-5 metri l'una dall'altra. In via Libertà, la strada elegante che taglia in due la città, le persone si contano sulle dita delle mani: un uomo passeggia i due cani, un giovane corre, e una ragazza va in bici. Nei mercati c'è più gente: in alcuni punti ci sono anche assembramenti di 10 persone.

  A Ballarò le pattuglie dei vigili urbani controllano che vengano rispettate le distanze. Il mercato è aperto ma ci sono pochi prodotti specialmente di ortofrutta. I prezzi sono lievemente alzati ma la convenienza rimane: un kg di arance va da un euro a 1.50 stessa cosa per le banane. I pescivendoli hanno poco: le seppie freschissime costano 20 euro al kg, l'orata 12 euro. Poche persone camminano in corso Vittorio Emanuele che dalla cattedrale arriva al mare.

   Viale Regione siciliana, la zona coi centri commerciali, è deserta. Tutto chiuso. Pochissime auto in giro. Sui marciapiedi non c'è nessuno. La spiaggia di Mondello sembra quella di un'isola delle Maldive: sabbia bianca, che nessuno calpesta, acqua celeste fino al blu scuro. Lungo la strada che costeggia il mare c'è una pattuglia della polizia di Stato, nella piazza deserta un furgone dei vigli urbani con l'altoparlante acceso che invoca le regole da seguire per l'emergenza coronavirus: prima di tutto non uscire da casa. Sulla strada del parco della Favorita che dal mare riporta in città le auto si contano con le dita di una mano.

  La gente entra nelle farmacie chiedendo avete mascherine? La risposta è quasi sempre: no mi dispiace. Nella farmacia Amendola al centro della città c'è la fila. Dentro i farmacisti, una coppia con due figli: "Non vedo i miei bambini da 2 settimane - dice Virginia Fiorella - Lavoriamo dalle 8 alle 20. Il nostro impegno è triplicato". Non è così per la storica agenzia di viaggi di Fabio Guccione: "Ho chiuso. La gente non puo' muoversi. E' tutto bloccato. Abbiamo il 100% di cancellazione dei voli. Ho messo i dipendenti in ferie, poi ad aprile scatterà la Cig. E' un disastro. Di giorno vengo qui per sistemare l'amministrazione. E' tristissimo. Poi torno casa, guardo la tv, navigo sul web e cerco d'informarmi".

  Giuseppe Palumbo, detto pidduzzo, che ha il reddito di cittadinanza, ha paura del coronavirus e si è chiuso in casa. Ha imparato a fare le dirette su Facebook e fa monologhi intervallati da canzoni napoletane. Sta diventando un personaggio seguitissimo perché dice la sua sulla pandemia, con un linguaggio colorito, e in diretta passa i saluti e le dediche da una famiglia all'altra dell'Alberghiera. Descrive cosa farebbe se fosse il sindaco. Intanto chiede a Leoluca Orlando di pensare alla gente "perché il 3 aprile la maledizione non finirà".

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