Sardegna

Famiglia Mamoiada a capo banda furti e truffe assicurazioni

Carabinieri Nuoro, tre arresti e oltre 50 indagati

Era una famiglia di Mamoiada il fulcro dell'associazione per delinquere composta da 12 persone, specializzata in furti d'auto, riciclaggio e frodi alle assicurazioni, sgominata ieri nel Nuorese dai carabinieri. Tre fratelli titolari di una carrozzeria e una sorella, che si occupava delle pratiche burocratiche: Antonello e Lorenzo Musina, di 31 e 27 anni, sono finiti nel carcere di Badu 'e Carros di Nuoro, la sorella Graziella, di 34, agli arresti domiciliari, mentre per Simone, di 25, obbligo di dimora a Siniscola dove risiede.

Per altri sei indagati - i titolari di una concessionaria di Nuoro e alcuni periti di assicurazione compiacenti - è scattato l'obbligo di dimora. Deferiti in stato di libertà altre 45 persone responsabili a vario titolo dei reati commessi in concorso con gli associati. Le misure cautelari chieste dal Pm della Procura di Nuoro Riccardo Belfiori e firmate dalla Gip Teresa Castagna sono state eseguite da 100 militari del Comando provinciale dell'Arma di Nuoro, dallo Squadrone eliportato cacciatori di Sardegna, dal Nucelo Cinofili e i 10 Elinucleo di Olbia.

I dettagli dell'operazione sono stati spiegati nel corso di una conferenza stampa dal tenente colonnello Gianluca Graziani comandante della Compagnia dei Carabinieri di Nuoro che ha condotto le indagini supportato dai colleghi della stazione di Mamoiada. In otto mesi la banda aveva organizzato una sessantina di di falsi incidenti stradali e incassati dalle varie assicurazioni circa 200mila euro.

Le indagini erano partite nell'agosto del 2018, a seguito del furto di due auto dal porto di Olbia destinate al lungo noleggio, e rinvenute senza nessun segno di effrazione a Mamoida. I responsabili di quel furto, messo a segno con la complicità di un autotrasportatore, sarebbero i titolari dell'autocarrozzeria riconosciuti dagli inquirenti in alcuni frame dei sistemi di videosorveglianza, nel percorso di rientro a Mamoiada.

Dalle indagini è emerso un traffico intenso di automezzi rubati provenienti dal porto di Olbia, che venivano riciclati con i documenti di circolazione di auto incidentate o da rottamare, grazie anche alla complicità di una concessionaria di Nuoro. Mentre per le frodi in danno alle assicurazioni si servivano della compiacenza di tre periti ora indagati. La Gip Teresa Castagna ha ordinato il sequestro della carrozzeria dei fratelli Musina, di sette veicoli per un valore di 60mila euro e di circa 12mila euro in contati ritrovati nelle abitazioni di alcuni indagati. A Lorenzo Musina viene contestato anche l'incendio di tre mezzi fermi in un cantiere privato a Mamoiada nell'ottobre del 2018.

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