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Liquidi per le sigarette elettroniche dai siti esteri: adesso basta!

Il Presidente di Unas, Unione nazionale affiliati Svapoweb, Arcangelo Bove si ribella al comportamento in apparenza non lecito dei vari siti Internet che mettono in vendita sul territorio nazionale liquidi per le sigarette elettroniche pur avendo sede in un Paese estero.

Bove, che è anche il padre del brand Svapoweb, ha chiamato in causa addirittura l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, invitandola a intervenire e operare con il necessario rigore e con altrettanta fermezza per bloccare questa situazione (fonte svapomagazine.it).

La protesta di Bove: “Adesso Basta!”

Secondo Bove, la nascita e l’evolversi di questo fenomeno hanno costituito un danno considerevole nei confronti della sana imprenditoria italiana che è attiva nel mondo dello svapo, ma soprattutto rappresenta un rischio molto forte per la salute e il benessere dei consumatori. Il papà di Svapoweb mette in evidenza come coloro che operano in Italia debbano fare i conti con protocolli molto severi e con norme rigide, oltre che con i necessari adempimenti correlati al Fisco: tutti aspetti di cui non devono preoccuparsi le società che hanno una sede estera. Il riferimento è, in particolare, per quei siti online che si trovano al di là dei confini italiani ma comunque nelle loro immediate vicinanze, e che quindi vendono nel nostro Paese attraverso il servizio di corrieri.

Un’attività da contrabbando?

Bove non esita a parlare di un’attività che dal punto di vista tecnico ha addirittura le sembianze del contrabbando, almeno se si deve tenere conto delle indicazioni di Aams. Eppure questa attività continua a essere svolta, a dispetto delle numerose segnalazioni che sono giunte dagli addetti ai lavori e senza che nessuno sia intervenuto o abbia fatto in modo di bloccarla. Eppure le norme sono chiare e non ammettono interpretazioni sbagliate da questo punto di vista: è vietata, infatti, la vendita di liquidi per lo svapo transfrontaliera. Nel caso in cui tale divieto non dovesse venire rispettato, si commetterebbe addirittura un reato di contrabbando, e ovviamente i siti interessati dovrebbero essere oscurati.

Illegalità non punita

Tutto ciò, però, fino a questo momento non è avvenuto, e anzi i venditori hanno la possibilità di proseguire nella loro opera di vendita illegale in maniera indisturbata. Le conseguenze che ne derivano sono facili da intuire, e si riflettono non solo sui venditori del settore, ma su tutti i contribuenti in generale: chi agisce in questo modo illegittimo, infatti, è esentato dal pagamento di tutte le tasse e di tutte le accise che invece devono essere corrisposte con puntualità dai venditori italiani, siano essi operativi online o con un negozio. Si tratta di una vera e propria concorrenza sleale, che mette le società con sede all’estero in una posizione di privilegio rispetto a quelle italiane. I siti illegali, in sostanza, hanno l’opportunità di operare non dovendo preoccuparsi della tassazione, e quindi beneficiando di costi più vantaggiosi.

La salute pubblica in pericolo

Bove non esita a parlare di un vero e proprio contrabbando che viene esercitato da operatori che vendono nel nostro Paese e nel nostro Paese guadagnano, per di più arrecando un danno allo stesso Stato che non ha la possibilità di incassare le accise e l’Iva a cui pure avrebbe diritto. Eppure tali venditori proseguono indisturbati nella propria attività, e in più smerciano formati che vanno oltre i tagli da 10 millilitri. I liquidi che vengono spediti in Italia non sono sottoposti a quelle verifiche necessarie e meticolose che sono previste, invece, per gli operatori italiani a tutela della salute pubblica. Infatti, i liquidi che vengono messi sul mercato dalle società italiane prima di essere messi in vendita vengono valutati in maniera preventiva dai tecnici del Ministero della Salute.

Che cosa prevedono le norme

Gli operatori che vendono liquidi per le sigarette elettroniche sono tenuti a possedere un deposito fiscale, il quale deve essere fornito di sistemi di allarme e telecamere. Inoltre, hanno molti altri obblighi da rispettare, sotto forma di carico e scarico, ma anche in relazione al pagamento delle accise. I pagamenti devono essere corrisposti una volta ogni 15 giorni, e in più è necessario versare ad Aams delle garanzie economiche proprio a copertura degli importi che vanno corrisposti due volte al mese. Come è facile intuire, le società con sede nel nostro Paese hanno a che fare con una grande quantità di controlli, finalizzati ad accertare il rispetto di determinati parametri di cui, invece, non si devono preoccupare minimamente coloro che operano in modo sleale. Se ci si basa sui criteri dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, non è sbagliato definirli contrabbandieri.

La ribellione degli operatori

Il problema è che si tratta di venditori che fanno arrivare nelle abitazioni degli italiani liquidi su cui non si possono avere certezze in termini di tutela della salute pubblica e di sicurezza. Per tutti questi motivi, Bove ha chiesto un intervento deciso, in modo da prevedere un argine rispetto a una concorrenza sleale che mette in pericolo posti di lavoro e finisce per danneggiare gli imprenditori italiani onesti. Ma non è tutto, perché anche la salute dei consumatori viene messa a repentaglio, e lo stesso sistema tributario nazionale subisce nocumento. Bove, senza mezzi termini, reclama il ripristino della legalità e richiede un intervento di tutti gli apparati istituzionali, a partire da Aams. In che modo? Per esempio attraverso l’oscuramento di siti di cui si conoscono già i nomi, ma anche con le verifiche dei corrieri transfrontalieri.

Che cos’è Svapo Magazine

Abbiamo estratto queste informazioni da Svapo Magazine, un prodotto giornalistico che si propone di mettere a disposizione del pubblico un’informazione obiettiva e completa, finalizzata a garantire la salute pubblica. Proprio Arcangelo Bove ha voluto dare vita a Svapo Magazine, tenendo presente che quella relativa alle sigarette elettroniche è una tematica importante e seria. Le e-cig, infatti, fanno sì che le persone possano riuscire a smettere di fumare, ed è noto che in tutto il mondo ogni anno si registrano 7 milioni di morti a causa del fumo. Ecco perché conviene promuovere l’uso delle sigarette elettroniche.

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