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L’OP “Rossa di Sicilia”, raccoglie i frutti del processo di diversificazione delle produzioni.

Estate 2020, l’OP “Rossa di Sicilia”, raccoglie i frutti del processo di diversificazione delle produzioni: non solo arance, frutta di stagione, certificata, biologica e di filiera

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Catania, 30 maggio 2020 - E’ tempo di raccolta della frutta estiva per i soci dell’OP Rossa di Sicilia che hanno già tempo avviato il processo di diversificazione delle produzioni per i mesi in cui in l’agrumicultura si ferma. “La stagione agrumicola appena conclusa – dichiara il presidente Giuseppe Di Silvestro - è andata particolarmente bene nonostante l’emergenza Covid19, decisamente in controtendenza  rispetto alla maggior parte dei  settori  produttivi. La richiesta di arance rosse è stata, infatti, in cima alle scelte dei consumatori, probabilmente per la presa di consapevolezza di un prodotto sano, ricco di vitamina C, siciliano”. “ Ma allungare il ciclo di produzione nei dodici mesi dell’anno è fondamentale per la sopravvivenza delle aziende agricole”, aggiunge Di Silvestro.

 

Arance rosse, trend positivo.

 

E se per le arance Rosse si è registrato un trend positivo, per le altre colture estive nonostante la crisi da Covid19, si rileva una perdita moderata nella fase di raccolta. Quella delle albicocche, per esempio, si attesta intorno al 20%, a fronte della quale, però, la qualità del prodotto risulta particolarmente buona, grazie al clima, rimasto  stabile nelle fasi di maturazione del frutto. Pronta a partire tra qualche giorno anche la raccolta dell’uva nelle immense distese di Mazzarrone, tradizionalmente vocate. Naturalmente, non solo albicocche e uva, ma anche mini angurie, meloni retati, pesche, fichidindia, oltre ad una variegata offerta ortaggi, dai pomodorini di Sicilia ciliegino, datterino e piccadilly alle patate.

 

OP “Rossa di Sicilia” – Riconoscimenti.

 

L’OP è una società cooperativa agricola costituita nel 1997, con l’obiettivo di organizzare e commercializzare, in ambito nazionale e internazionale la produzione agricola proveniente dalle cooperative e associazioni ad essa associate. Nel dicembre 2001 Rossa di Sicilia ha ottenuto il riconoscimento giuridico di “Organizzazione di Produttori” e nel novembre 2005 ha arricchito il suo paniere grazie all’inserimento di produzioni ortofrutticole. “Come O.P. ortofrutticola – aggiunge Di Silvestro -  Rossa di Sicilia fornisce una risposta valida a un mercato sempre più esigente e sempre più condizionato dalla completezza dell’offerta”.

 

Arance rosse di Sicilia - Certificazioni

 

L’OP Rossa di Sicilia, (certificata Bio, IGP, BRC, IFS vers.6, Global gap e aderente al Consorzio di tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP ed all’organismo di controllo Check fruit, si trova alla zona industriale di  Caltagirone, uno stabilimento circa 6mila metri quadrati, e conta 336 produttori, tra soci singoli e soci aderenti alle 11 cooperative.

 

 “Quanto  alle arance rosse – riprende  Di Silvestro - l’offerta andata esaurita, deve fare riflettere per il futuro, già a partire dalla prossima stagione, perché è necessario essere preparati e far fronte alla richiesta crescente della domanda, stavolta non dettata dall’emergenza, ma da una consolidata riconoscibilità del prodotto. Il comparto ha bisogno di una migliore organizzazione e programmazione nel breve e nel lungo periodo, in grado di aprire nuovi mercati agendo con una maggiore efficacia sulla tutela dei prodotti italiani e siciliani in particolare, sulla salute dei consumatori ed in definitiva migliorare la competitività delle imprese della filiera sui mercati globali. Siamo ancora in attesa di un Piano nazionale agrumicolo capace di sostenere le aziende nel complesso processo di innovazione, necessario e non più rinviabile. A questo devono affiancarsi azioni di prevenzione e controllo, per contrastare sia forme di sleale concorrenza sia l’arrivo di nuovi viroidi. La nostra Regione, e Catania in particolare, deve fare i conti non soltanto con il virus Tristeza che di fatto ha già distrutto decine di migliaia di ettari, ma anche con nuove fitopatie che vanno fermate intanto regolando le importazioni di materiale e adottando i criteri di prevenzione e che sono già scritti ma che non vengono rispettati. Nel catanese si concentra il 57% delle produzioni nazionali di agrumi, con oltre 10 milioni quintali di arance, 4 milioni di limoni, 600 mila di mandarini e 500 mila quintali di clementine all’anno, e rappresenta i 2 terzi del raccolto nazionale.

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