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Rifiuti, ai domiciliari una dirigente della Regione Lazio

Raggi: Zingaretti ritiri il piano. Valeriani: inchiesta riguarda altro

E' bufera intorno al Piano Regionale dei rifiuti e sull'ipotesi dell'apertura della discarica di Monte Carnevale. La miccia che ha fatto deflagrare la polemica a livello politico, con la richiesta della sindaca Raggi al presidente Zingaretti di ritirare il Piano, arriva dal fronte giudiziario con gli arresti domiciliari disposti dal gip per il dirigente regionale Flaminia Tosini e l'imprenditore Valter Lozza, amministratore delle società 'Ngr Srl' (società proprietaria della cava a Monte Carnevale) e 'Mad Srl', accusati, a seconda della posizioni, di corruzione e concussione in un'indagine sulla gestione dei rifiuti della Procura di Roma coordinata dagli aggiunti Paolo Ielo e Nunzia D'Elia.

Una parte del procedimento riguarda proprio il sito individuato per i rifiuti solidi urbani di Roma. Nell'ordinanza il gip scrive che non "è da escludere che la delibera" del Comune di Roma del 31 dicembre del 2019 "sia seguita alle suggestive indicazioni della Tosini, forte della professionalità acquisita nel settore". I "due indagati intendevano trasformare la discarica da sito autorizzato per il conferimento di inerti in impianto per lo smaltimento dei rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti solidi urbani della Capitale". Il progetto complessivo per l'impianto di smaltimento presentato dalla Ngr di Lozza era di una volumetria complessiva di 1,7 milioni di mc ma poi l'imprenditore decise di sottoporre alla Regione solo un minimo stralcio da 75mila mc. In un post su Facebook la sindaca annuncia che avvierà "la revoca per la realizzazione della discarica. La nuova maggioranza in Regione Lazio ha la possibilità ed il dovere di intervenire, rivedendo la assurda decisione di obbligare Roma ad avere una discarica sul proprio territorio. Ora Zingaretti ritiri il proprio Piano Regionale dei Rifiuti che impone l'apertura di discariche a Roma, una scelta che noi romani abbiamo dovuto subire". Sul punto è intervenuto l'assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti, Massimiliano Valeriani per il quale "l'inchiesta non ha nulla a che vedere con il Piano regionale sui rifiuti, mentre il sito di Monte Carnevale è stato esclusivamente scelto dal Campidoglio. Senza impianti adeguati non è possibile garantire la funzionalità del sistema. La sindaca Raggi continua nella sua sterile polemica, ma il problema non sono gli impianti, senza i quali non sarebbe possibile garantire il corretto funzionamento del ciclo dei rifiuti". Per quanto riguarda l'indagine che coinvolge la Tosini, il gip scrive che faceva parte di un sistema "criminoso ben collaudato ed estremamente pericoloso". Un intero dipartimento della Regione Lazio "totalmente ripiegato sugli interessi privati" di un imprenditore grazie all'appoggio di una dirigente pubblica. Il quadro probatorio raccolto nel corso delle indagini svolte dai carabinieri del Noe, che oggi hanno proceduto ad una serie di perquisizioni, ha "svelato con sconcerto che il ciclo integrato dei rifiuti urbani della Regione Lazio è illecitamente monitorato è governato da Tosini". Per il magistrato la dirigente "nella qualità di direttore regionale della 'direzione politiche ambientali e ciclo dei rifiuti' anziché destinare le proprie conoscenze tecniche e le proprie funzioni all'interesse pubblico, e in particolare al bene pubblico per eccellenza quale quello della salubrità dell'ambiente, destinava il proprio ufficio e l'intero reparto dedicato al ciclo integrato dei rifiuti, nel quale si muoveva con straordinaria disinvoltura, agli interessi di Lozza" al quale era legato da profonda amicizia. In merito all'arresto è intervenuta la Regione Lazio affermando che "come previsto dal regolamento, la dirigente è stata sospesa dal suo incarico in attesa di conoscere gli sviluppi dell'inchiesta. Esprimiamo fiducia nell'azione della magistratura, auspicando che si faccia rapidamente luce su questa vicenda, e rinnoviamo l'apprezzamento nei confronti della direttrice Tosini, che saprà chiarire la correttezza del suo operato nel rispetto delle proprie funzioni".

   

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